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Venerdì, 06 Mar 2026

“Unbroken”, di Angelina Jolie, con Domhnall Gleeson, Garrett Hedlund, Alex Russell, Jai Courtney, Jack O'Connell, John Magaro; durata 137’, nelle sale dal 30 gennaio 2015, distribuito da Universal Pictures.

Unbroken è uno di quei progetti che sembrava essere nato predestinato. Per anni, infatti, sin dalla pubblicazione del bestseller omonimo della giornalista Laura Hillenbrand, i produttori hanno cercato di portare sul grande schermo questa storia, il racconto di un giovane eroe sconosciuto e del suo coraggio.

Unbroken è il resoconto della vita eccezionale di Louis Zamperini. Figlio di poveri immigrati italiani, Louis trovò presto nella corsa la sua ragione d’essere, arrivando anche a rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi del 1936 a Berlino, prima di arruolarsi in aviazione durante la Seconda guerra mondiale.

Dopo un terribile incidente aereo, Zamperini sopravvisse a quarantasette strazianti giorni su una zattera nell’Oceano Pacifico e fu catturato dai giapponesi, che lo deportarono in un campo di prigionia.

Louis, dai successi atletici ai drammi della detenzione, dimostrò sempre un’incredibile forza di volontà e un’integrità unica, confermandosi in tutta la sua lunga esistenza (è morto lo scorso anno, quasi centenario) come un personaggio dalla vita quasi troppo grande per essere raccontata.

E’ naturale che Hollywood considerasse una parabola del genere come il materiale perfetto per fare un grande film, capace di riscuotere successi di pubblico e di critica.

La lunga ricerca di una casa di produzione portò la storia di Zamperini nelle mani dell’Universal, per la regia di Angelina Jolie. L’attrice, già arrivata dietro la macchina da presa con uno sfortunato dramma sulla guerra iugoslava, ha lottato per dirigere il film, mettendo tutta se stessa nel progetto

Forte del suo status di grande diva e di personaggio attento all’impegno sociale, la Jolie è riuscita a fugare ogni dubbio circa le sue effettive capacità autoriali, circondandosi dei migliori collaboratori possibili.

Tra le musiche del maestro Alexandre Desplant e una sceneggiatura che porta le firme di Richard LaGravenese e, addirittura, dei fratelli Coen, spicca anche l’ennesimo, meraviglioso lavoro fatto dal direttore della fotografia Roger Deakins, uno dei pilastri degli ultimi vent’anni di Cinema americano.

Con una storia del genere, un cast tecnico di eccellenze e un gruppo di attori perfetti, dove brilla il lanciatissimo protagonista Jack O’Connell (già messosi in luce negli interessanti ’71 e Starred Up), il lavoro per la Jolie era praticamente fatto.

Purtroppo, come spesso succede in questi casi, a voler essere ostinatamente perfetti si rischia di creare un lavoro di pura confezione, privo di cuore. L’errore capitale di Unbroken è, infatti, l’incapacità della sua regista (forse per inesperienza) di dosare tutte le ottime materie prime, per infondere nel film una vera e propria anima.

Il film, infatti, non mostra mai carattere e procede, per le sue due ore e dieci di durata, pesantemente, senza alcun carisma. E’ impossibile per lo spettatore sentire davvero empatia per questo personaggio, trattato dalla mano della Jolie in modo approssimativo e pedante.

E’ chiaro che la regista desidera davvero dare giustizia al suo eroe ma, con tutta la buona volontà, non è possibile considerare sufficiente la deriva patetica del film che, soprattutto nella parte della prigionia giapponese, naufraga nella retorica più prevedibile e cinematograficamente sbagliata.

Più che un ragazzo dall’umanità eccezionale, il Louis di Jack O’Connell è una macchina di coraggio, da far invidia ai supereroi della propaganda degli anni cinquanta.

Crediamo che nel 2015 gli spettatori interessati davvero a vivere sullo schermo questa storia emozionante meritavano ben altro film. Probabilmente lo stesso che meritava anche Louis Zamperini.

*Critico cinematografico

 

 

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