Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 24 Apr 2026

Frank, di Lenny Abrahamson, Michael Fassbender, Domhnall Gleeson, Maggie Gyllenhaal, Scoot McNairy, Lauren Poole, Hayley Derryberry, Mark Hauberman; durata 95’, nelle sale dal 13 novembre 2014, distribuito da I Wonder Pictures.

Recensione di Luca Marchetti

Ispirato liberamente alla folle breve vita del comico inglese Chris Sievey e del suo alter-ego mascherato Frank Sidebottom, Frank di Lenny Abrahamson (regista irlandese indipendente di pellicole come Garage e What Richard did) è una stralunata commedia itinerante, vibrante di influenze musicali.

Seguendo le peripezie tragicomiche di una band sui generis, il film restituisce l’immagine di una generazione affamata di popolarità, dove la ricerca ossessiva dell’apparenza mediatica, trasmessa da social network e nuovi canali, spesso si sostituisce al vero talento e genio artistico.

Mosso dallo stesso curioso spirito del bellissimo Quasi Famosi di Cameron Crowe, la pellicola vive soprattutto del divertente e coinvolgente sguardo del sognatore/dilettante Jon, giovane impiegato con velleità musicali, catapultato improvvisamente nel mondo animalesco, surreale e sotterraneo della musica indipendente.

L’epifania che cambierà la sua vita e lo salverà dal mondo grigio e mediocre delle periferie (urbane e mentali) di un’anonima vita borghese sarà l’incontro/scontro con Frank, frontman dei Soronprfbs, uomo mosso da istinti entusiasti e crisi psicotiche, nascosto dietro un’enorme maschera di cartapesta, scudo contro le ingiustizie e scoglio sul quale aggrapparsi nei momenti di bisogno.

E’ dunque Frank, eroe senza volto, il cuore e il corpo di una storia ai limiti della follia, dove il suo enorme talento artistico travolge ogni cosa e ogni persona.

Non è un caso, dunque, che l’ottimo cast di contorno che vede la partecipazione di grandi interpreti come Scoot McNairy (menager disincantato del gruppo) e Maggie Gyllenhall (coriacea suonatrice di theremin) sia praticamente annullato dalla performance esplosiva di un sorprendente Michael Fassbender, disposto a privarsi della propria riconoscibilità (e per un divo lanciato nell’olimpo di Hollywood non può che considerarsi una scelta encomiabile e azzardata) per regalare al proprio personaggio tutta la sua sofferta e unica fisicità.

Frank è, infatti, un personaggio che vive la sua esistenza bipolare attraverso il nervosismo dei suoi muscoli, con la poesia del suono di una voce ovattata e con l’euforia dei suoi gesti.

Un lavoro interpretativo eccitante e coinvolgente, più di molte altre prove “tradizionali”, che trova nell’attore irlandese l’unico artista capace di sopportarlo ed elevarlo dalla semplice stravaganza, dal mero esercizio di stile retorico.

Come noi spettatori, anche gli altri personaggi non possono fare altro che rimanere incatenati alla forza gravitazionale/carismatica di questo corpo celeste di cartone. E soprattutto, chi proverà a usarlo per vedere realizzati i propri sogni di gloria, come il Jon del buon Domhnall Gleeson, sarà costretto a rimanerne fatalmente incantato, “condannato” a condividere con il folle Frank la sua inevitabile e mitica disfatta.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

Nella Giornata Mondiale della Terra, celebriamo il silenzio assordante sulla crisi climatica

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, divenuta un “rito” che non ha nulla a...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
Back To Top