Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 06 Mar 2026

Il popolo e gli dei. Così la grande crisi ha separato gli italiani, di Giuseppe De Rita –Antonio Galdo, editore Laterza, Roma-Bari, 2014, pp.104, euro 14.

Recensione di Roberto Tomei

Giuseppe De Rita, fondatore e presidente del Censis, e Antonio Galdo, giornalista e scrittore, collaborano ormai da quasi dieci anni nel tentativo di farci comprendere la realtà in cui viviamo, fornendocene periodicamente analisi acute e approfondite.

Dopo Intervista sulla borghesia del 1997 e L’eclissi della borghesia del 2012, quella che qui si presenta è l’ultima fatica dei due autori, nella quale ci spiegano le cause che sono all’origine della distanza, ormai una vera e propria divaricazione, venutasi a creare tra il popolo e l’élite.

Alla base dell’abisso esistente tra i diversi gironi della nostra (ma probabilmente non solo della nostra) società c’è senz’altro l’infuriare di oscuri poteri finanziari, magari coperti da impunità e invischiati in vergognosi conflitti di interesse, rispetto ai quali coloro che vivono la loro esistenza in una dimensione locale non hanno alcun strumento per difendersi.

Questo quadro si è poi decisamente aggravato in quest’ultimo decennio, allorché, da un lato, l’Europa ci ha sottratto quote crescenti di sovranità, mentre, dall’altro, una sciagurata legge elettorale, il famigerato Porcellum, ha ulteriormente ampliato la distanza tra i cittadini e i loro rappresentanti, confermatasi anche da ultimo nei ballottaggi per le ultime elezioni amministrative, in cui non è andata a votare oltre la metà degli aventi diritto.

Nonostante tutto, gli autori del brillante volumetto non sono pessimisti e vedono motivi di fiducia e speranza, soprattutto nella straordinaria vitalità delle piccole e medie imprese, in cui cominciano ad avere un ruolo tutt’altro che marginale anche gli immigrati, erroneamente ancora visti come mera forza lavoro. Per gli autori, conclusivamente, è ancora possibile”far ripartire un nuovo ciclo di sana crescita economica e di una più equa distribuzione della ricchezza”

E’ chiaro che ci vogliono, come avvenuto in passato, classi dirigenti all’altezza di accompagnare il paese in questo nuovo processo di sviluppo. Non bastano certo personaggi autoreferenziali, che cercano, peraltro senza sempre riuscirci, di suscitare emozioni attraverso il circuito dei talk show televisivi.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top