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Venerdì, 06 Mar 2026

Dallas Buyers Club, di Jean-Marc Le Vallée, con Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto, Steve Zahn, Dallas Roberts, Denis O'Hare, Griffin Dunne, durata 117’, nelle sale dal 30 gennaio 2014, distribuito da Good Films.

 

Recensione di Luca Marchetti

Ron Woodroof non è una brava persona. Svogliato elettricista e appassionato di rodeo, l’uomo passa le sue giornate tra scommesse clandestine, prostitute e cocaina, sempre pronto a sputare insulti razzisti o a partecipare a una rissa. In poche parole, Ron è un balordo.

La sua vita dedicata ai vizi, però, cambia totalmente nel momento in cui gli viene diagnosticata l’Aids. E’ in quel preciso istante, di fronte ad una prospettiva di vita di soli trenta giorni, che un uomo volgare ed egoista diventa il nostro eroe. Aiutato dal travestito Rayon, suo compagno di sventura, Ron inizia una lunghissima (ben oltre quel definitivo mese) e appassionata battaglia contro i pregiudizi, contro le avide case farmaceutiche, contro la morte.

Dallas Buyers Club, ispirato a un’emozionante storia vera, è una pellicola importante da molti punti di vista.

Il film del regista canadese Jean Marc Le Vallée, infatti, raccontando la parabola del suo protagonista, evita i patetismi e i ricatti emotivi, per portare sullo schermo esclusivamente l’edificante storia di un uomo coraggioso.

Molto vicino allo spirito del Philadelphia di Jonathan Demme, l’opera non vuole mettere il pubblico alle strette, piuttosto sceglie di non nascondere nulla dei suoi personaggi, specie gli errori e le piccolezze morali, garantendo così una solida immedesimazione. Una scelta, nella Hollywood di oggi, coraggiosa e riuscita.

Altro aspetto fondamentale del film è il suo gigantesco protagonista, il perno centrale su cui gira l’intero meccanismo. Le Vallée sa bene di avere per le mani un eroe unico, talmente respingente e meschino da risultare alla fine, nella sua sudata redenzione, ammirevole. Molto del merito della riuscita di quest’uomo borderline va al suo incredibile interprete, un magnifico Matthew McConaughey.

L’attore texano da qualche anno a questa parte sta collezionando una serie di ruoli perfetti e il suo Woodroof non è altro che l’ultimo passo per una meritata affermazione, finalmente libera dalla facile etichetta del divo bello e scarso, nata sui set di tanti titoli sottovalutati.

McConaughey in quest’occasione accetta di scommettere tutto se stesso, pur di rendere credibile il proprio personaggio, arrivando persino a sacrificare il suo fisico statuario (con un dimagrimento di oltre trenta chili) per il progetto. Il risultato è una prova magistrale, la punta di eccellenza per una carriera altalenante ed eccitante, degna di essere studiata con attenzione da ogni aspirante attore.

Lo stesso discorso andrebbe fatto anche per il co-protagonista Jared Leto, affascinante popstar idolatrata da milioni di teenagers, pure lui reduce da una massacrante trasformazione fisica e artefice di una sorprendente interpretazione. Non è un caso che entrambi siano considerati, giustamente, i maggiori indiziati per la vittoria finale ai prossimi Oscar.

Un mancato premio a queste due prove sarebbe un errore macroscopico per tutta l’industria e, inoltre, negherebbe un sacrosanto riconoscimento per una pellicola dal grande cuore.

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