Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 05 Mar 2026

Visto l’interesse suscitato dal tema, trattato la scorsa settimana, dell’oligarchia mascherata da democrazia, abbiamo giudicato utile tornarvi, aggiungendo ulteriori precisazioni.

C’è nell’oligarchia una diffusa idiosincrasia, anche questa ovviamente non dichiarata, verso il voto popolare, considerato come un intralcio. Ciò porta a un restringimento della sfera della politica , “fino alla pantomima dei suoi riti: personaggi inconsistenti, che talora si presentano come tecnici, rivelandosi in realtà esecutori di volontà altrui; personaggi posti come posta di una lotta che, usurpando la parola, continua a chiamarsi politica; nessun progetto dotato di autonomia”.

Questo degrado, che si chiama immobilismo e consociativismo, è oggi il vero nucleo del potere.

Del resto, ormai la politica non è più la scelta dei fini, ma, soprattutto nei paesi (come il nostro) dove la rigidità finanziaria è maggiore, si va progressivamente riducendo ad attività esecutiva, nel senso che gli residua soltanto una marginale discrezionalità tecnica nell’attuare programmi imposti dall’esterno per salvaguardare la solvibilità dello Stato nei confronti dei suoi creditori internazionali.

Da qui la perdita di sovranità degli stati-nazione a favore di centri di potere finanziari dislocati fuori dagli stati e che di questi fanno a meno. E con il venir meno della scelta dei fini non viene meno solo la politica ma anche la democrazia. Non c’è più il confronto delle idee perché i governi sono chiamati appunto a una funzione esecutiva, quindi ci vogliono i tecnici, che devono provvedere soltanto a garantire certi meccanismi, stante che ormai “le determinazioni politiche sono presentate come dati dettati oggettivamente, che sfuggono quindi alla nostra volontà”.

C’è un sistema oligarchico su scala mondiale che determina il blocco della vita politica nei singoli paesi e “l’Italia ne è un buon esperimento; le forme della democrazia restano, ma gli effetti sulla circolazione del governo tra gruppi dirigenti e forze sociali diverse, il confronto effettivo di idee, di programmi, la competizione reale tra questi non li vediamo. Se siamo disposti a considerare fattori di novità il giovanilismo, l’inesperienza, l’improvvisazione,l’arroganza e l’ambizione, allora siamo disposti a credere a qualunque cosa”.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top