Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 05 Mar 2026

In questo teatro dell’assurdo, in cui a proporre referendum costituzionale è il governo e non, come dovrebbe essere, le forze d’opposizione, capita anche di sentire, rectius di leggere, dato che ne sono tappezzati i muri di tutte le città, manifesti secondo i quali i sostenitori del Sì sarebbero favorevoli alla semplificazione, lasciando implicitamente intendere che i sostenitori del No sarebbero invece favorevoli alla “complicazione”, come se tutto fosse così geometrico e lineare.

Lasciando stare i puerili giochetti dei “comunicatori”, che pare costino pure molto, ma che certamente esagerano a prenderci tutti per scemi, a leggere la riforma ci è sembrato fin troppo facile smentire la propaganda che vuole farci credere che il Sì equivale a “semplificazione”, fermo restando ovviamente che nel caso di specie si tratta di un termine non esplicitato, senza dimenticare che in astratto non è detto che la tanto sbandierata “semplificazione” sia sempre un bene in sé.

A smentire che il governo con la sua revisione della Costituzione voglia semplificare, basta confrontare i testi del vecchio e del nuovo (quello semplificato) articolo 70 della Carta.

Al posto di un solo procedimento legislativo bicamerale, infatti, se passasse la riforma, ne avremmo addirittura quattro: 1) le leggi approvate, come accade ora, da entrambe le camere, come le leggi di revisione costituzionale e certe leggi ordinarie, come quelle sui referendum, le minoranze linguistiche, ecc. (l’elenco è lungo); 2) leggi approvate dalla Camera con possibile esame del Senato, fermo restando che la decisione definitiva spetta sempre alla Camera; 3) leggi approvate dalla Camera con necessario esame del Senato, procedimento che riguarda le leggi statali che invadono la competenza regionale in forza della clausola di supremazia statale; 4) leggi approvate dalla Camera con necessario esame del Senato, ma con termini diversi rispetto al caso precedente (15 giorni per le modifiche del Senato e non più 10), procedimento da seguire per la legge di bilancio e il rendiconto annuale.

Per completezza, a tutto ciò si devono aggiungere le altre procedure previste da disposizioni diverse dall’art.70, ma sempre contenute nella Costituzione: da quelle relative alla materia elettorale a quelle che riguardano le leggi di iniziativa popolare, passando per altre specifiche tipologie. Il tutto fa 10 procedimenti legislativi anziché 1, come avviene ora.

In sintesi, l’art.70 è stato sfigurato: dalle attuali 9 parole (“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”) alle 432 della riforma, per di più attraversate da una serie di rimandi interni, degni del peggior Milleproroghe, il testo legislativo più indigesto che si sia mai visto, notoriamente arduo da decifrare persino per gli addetti ai lavori. Senza dimenticare, poi, che termini dei procedimenti e consistenza delle maggioranze variano da caso a caso, senza che sia dato capirne il motivo.

Col che riteniamo di aver dimostrato la falsità dell’equazione riforma=semplificazione. In questa materia, l’unica semplificazione di cui il governo è stato capace si è vista finora nella formulazione del quesito referendario, invero assai stringato, che nasconde il dato incontrovertibile che con la riforma si vogliono abolire ben 47 articoli della Carta costituzionale.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top