Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 05 Mag 2026

morti sul lavoroRiceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di Maurizio Portaluri, Radioncologo presso l'Ospedale Perrino di Brindisi e direttore della rivista SalutePubblica.net.

di Maurizio Portaluri

L'inaugurazione dell'anno giudiziario in Puglia ha sollevato il problema delle morti da lavoro.

A Bari, il Presidente della Corte d'Appello ha ricordato che la Puglia è prima nel Sud Italia per morti sul lavoro: nel periodo preso in esame (luglio 2014/giugno 2015) le vittime sono state 33 rispetto ai 27 dell’anno precedente.

Il Procuratore generale ha, poi, rimarcato che "L'incremento costituisce un segnale preoccupante di una perdurante inadeguatezza delle misure preventive di sicurezza, con conseguente esposizione a rischio dell'incolumità dei lavoratori."

A Lecce, il Procuratore generale si è idealmente rivolto ad un lavoratore morto all'Ilva di Taranto: “Scusa, Alessandro, a nome delle istituzioni e della stessa comunità del lavoro, se non siamo riusciti a imporre prima del tuo sacrificio l’osservanza delle norme sulla sicurezza che avrebbero potuto salvarti la vita”. Si riferiva ad Alessandro Morricella, il 35enne operaio dell’Ilva di Taranto, morto dopo quattro giorni di agonia, per essere stato investito da una violenta fiammata mista a ghisa liquida mentre controllava l’altoforno.

Si tratta di un bilancio molto parziale e soprattutto in difetto: mancano all'appello tutti quei lavoratori che si spengono, anche decenni dopo la fine del loro lavoro, per malattie imputabili alle esposizioni lavorative e che non sempre trovano un ristoro assicurativo e raramente giustizia nonostante i referti e le denunce.

Qualche mese fa, la Regione Puglia ha reso noto uno studio sull'efficienza dei servizi sanitari svolto dall'Istituto Sant'Anna di Pisa. Alla voce prevenzione le attività di controllo sui luoghi di lavoro, soprattutto in edilizia, sono ai livelli più bassi d'Italia, mentre il carico di lavoro per unità lavorativa è altissimo. Indici questi di una scarsità di personale nelle ASL dedicato alla prevenzione nei luoghi di lavoro.

Una situazione più volte denunciata ma mai rimediata. Si pensi che a Brindisi e Taranto, le maggiori aree industriali della Regione, sono in attività rispettivamente solo due medici. E questo da molti anni ad indicare una colpevole disattenzione dei decisori politici regionali.

Paradossalmente lo studio del prestigioso istituto pisano si conclude con il consiglio di potenziare le campagne vaccinali!

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
Back To Top