Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 02 Mag 2026

Di ricette-palliativo ne stanno provando tante, ma proprio tante per ridare una boccata di ossigeno alla disastrata economia italiana e per cercare una assai improbabile ripresa dei consumi.

L’ultima trovata del governo Renzi, che dovrebbe concretizzarsi con il varo della legge di stabilità, riguarderà con ogni probabilità  il Tfr maturando che, per un  periodo di tre anni, verrebbe inglobato in misura pari al 50%, in busta paga, con cadenza annuale. L’altro 50% resterebbe nella disponibilità del datore di lavoro.

Il provvedimento, però, appare destinato a scatenare polemiche. Innanzitutto non riguarderebbe i lavoratori del pubblico impiego ma soltanto quelli del privato che, però, avrebbero l’amara sorpresa di vedersi applicare sulla quota di Tfr inserita in busta paga un’aliquota fiscale marginale che potrebbe arrivare fino al 43%, mentre al trattamento di fine rapporto erogato una tantum, come noto,  viene riservato un meccanismo fiscale agevolato.

Ma a reagire negativamente alla possibile iniziativa governativa sono stati anche i datori di lavoro con meno di 50 dipendenti che, a differenza di quelli con un numero maggiore di dipendenti, trattengono integralmente nelle loro casse il Tfr dei lavoratori, che così rappresenta per l’azienda una fonte di finanziamento a costo zero.

L’esclusione dei lavoratori pubblici dal possibile provvedimento governativo rappresenterebbe una ulteriore “mazzata” per una categoria che non solo vede bloccato il contratto da cinque anni ma che, proprio in materia di trattamento di fine servizio (Tfs) o buonuscita, subisce una legislazione decisamente penalizzante.

Infatti, mentre per il privato il Tfr viene erogato in un’unica soluzione, il Tfs viene corrisposto per intero se non supera i 50 mila euro lordi; in due annualità, se è compreso tra i 50 e i 100 mila e, addirittura, in tre, per importi superiori.

Sarebbe già un importante passo in avanti, con qualche indubbio beneficio anche per i consumi, se il governo reintroducesse la norma che anche per il Tfs prevedeva la erogazione in un’unica rata.

Un provvedimento equo, semplice e di sicuro impatto sull’economia.

Ma, forse, proprio questo è il problema.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top