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Giovedì, 05 Mar 2026

Tra ventiquattro ore, il governo Renzi getterà la maschera e finalmente metterà sul tavolo i provvedimenti della più volte annunciata rivoluzione della pubblica amministrazione.

Fino a oggi, si è visto soltanto una lettera a firma di Renzi e Madia, con un elenco sintetico di problematiche, 44 per l’esattezza, di cui adesso il governo dovrà chiarire i contenuti.

All’ultimo momento, il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha fatto sapere che al predetto elenco è stato aggiunto, in coda, un ulteriore punto, quello del rinnovo del contratto dei pubblici dipendenti,  bloccato ormai da cinque anni.

La ministra, però, allo scopo di evitare fraintendimenti, ha subito precisato che, per la parte economica, che è quella che interessa i 3,3 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione, tutt’al più se ne potrà parlare il prossimo anno, quando andrà a scadere il blocco, più volte reiterato dai precedenti governi.

Si tratta, più che altro, di uno zuccherino, per cercare di “addolcire” le confederazioni sindacali che, proprio dopodomani, saliranno a Palazzo Vidoni, per essere informate, soltanto informate, di quali saranno i provvedimenti che il governo varerà il giorno successivo.

Ma è proprio su questi provvedimenti che da giorni le voci si rincorrono e si smentiscono.

L’unica cosa certa è che l’esecutivo guidato da Renzi farà ricorso sia al decreto legge che a un disegno di legge delega.

Con il primo, avente efficacia immediata, verrebbero disciplinate materie come la semplificazione, l’abrogazione del ruolo unico della dirigenza, l’incentivo del part-time e, forse, la possibilità di chiedere l’esonero dal servizio per coloro che sono a cinque anni dalla pensione.

Ma su quest’ultimo punto, dato per scontato fino a qualche giorno fa, sembra che il governo abbia fatto marcia indietro.

Per il resto - come, tra l'altro, eventuali soppressioni e accorpamenti di enti, anche di ricerca - la rivoluzione dovrà attendere che si avvii, prima, e si completi, dopo, l’iter parlamentare della delega.

 

 

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