Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 16 Mar 2026

di Adriana Spera

Sbagliare il calcolo dei tempi per andare in pensione, potrebbe essere fatale per i dipendenti pubblici.

Ne sa qualcosa una dipendente della Regione Sicilia che, dopo aver presentato domanda di dimissioni dal servizio e conseguente collocamento in quiescenza, sul presupposto che avesse maturato una anzianità contributiva superiore a 35 anni, non ha più potuto ritirarla allorquando le è stato fatto presente che a seguito dei controlli di rito, la medesima anzianità era inferiore.

A nulla è valsa l’istanza con la quale la dipendente ha tempestivamente revocato le dimissioni, che è stata respinta dall’amministrazione, il cui comportamento è stato giudicato legittimo sia in primo grado che in appello.

Con sentenza n. 41, depositata il 4 febbraio 2014, il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia ha stabilito che “una domanda di dimissioni dal servizio non può considerarsi viziata per il fatto che il dipendente che l’ha presentata era convinto di avere conseguito il diritto a pensione, di guisa che l’Amministrazione avrebbe l’obbligo di consentirne la revoca. Infatti, nell'ambito del pubblico impiego, posto che deve escludersi l'applicabilità delle norme privatistiche concernenti l'errore essenziale e la violenza morale come vizi invalidanti il negozio giuridico ai sensi dell'art. 1428 cod. civ., in considerazione della non disponibilità e dell'irretrattabilità delle disposizioni dettate in tema di instaurazione e cessazione del rapporto d'impiego, l'Amministrazione non è tenuta a vagliare le valutazioni soggettive poste a base della scelta di rassegnare le dimissioni, essendo sufficiente prendere atto dell'espressa volontà di risolvere il rapporto di servizio”.

A nulla è valso che l’ex dipendente abbia richiamato un precedente indirizzo giurisprudenziale, ritenuto però del tutto minoritario, secondo il quale, nel caso in cui la volontà del dipendente di dimettersi sia viziata da errore sul proprio diritto a pensione, si profila una causa di illegittimità del provvedimento di accettazione, con conseguente facoltà del dipendente stesso di chiederne il ritiro (Tar Lombardia - Milano, n. 2085 del 2000).

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
Back To Top