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Lunedì, 16 Mar 2026

di Roberto Tomei

Firmato il 15 ottobre scorso, solo il 7 gennaio è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 827 col quale la ministra Carrozza ha definito le linee generali di indirizzo della programmazione delle università per il triennio 2013-2015.

Due gli obiettivi ai quali la programmazione medesima, che a questo punto più correttamente deve riferirsi non più a un triennio ma a un biennio (2014-2015),  è finalizzata: da un lato, la promozione della qualità e, dall’altro, il dimensionamento sostenibile del sistema universitario.

La promozione della qualità deve essere perseguita favorendo il miglioramento dei servizi per gli studenti, promuovendo l’integrazione territoriale, così da potenziare la dimensione internazionale della ricerca e della formazione, incentivando, infine, la qualità delle procedure di reclutamento del personale accademico.

Il dimensionamento sostenibile deve essere, invece, realizzato dalle università attraverso tutta una serie di azioni, che il decreto indica in ordine di priorità, come la fusione di università, la costituzione di università federate su base regionale o macroregionale, e il riassetto, per il tramite di interventi diversificati, dell’offerta formativa.

Il decreto, in ossequio a tali obiettivi, vieta fino al 2016 l’istituzione di nuove università statali, mentre consente di istituirne di non statali, ma solo a certe condizioni e con la verifica della persistenza dei requisiti richiesti.

Di particolare importanza la prescrizione, relativa all’accesso delle università all’assegnazione delle risorse messe a disposizione per la programmazione triennale, che impone l’adozione e l’invio al Ministero entro 45 giorni dalla pubblicazione del decreto di un  programma coerente con le linee generali e gli obiettivi di cui sopra si è detto, come indicati nell’art.2 del decreto stesso.

Eventualmente avvalendosi di una commissione di esperti da costituire ad hoc, i programmi presentati saranno valutati dal Miur, secondo quanto previsto dal già citato art. 2 ed entro il limite delle risorse disponibili. L’ammissione al finanziamento avviene secondo criteri prestabiliti dal decreto: coerenza e chiarezza degli obiettivi, grado di fattibilità, attitudine del programma a determinare un miglioramento o un valore aggiunto rispetto allo stato dell’arte, grado di adeguatezza del programma con i risultati ottenuti nella VQR 2004-20010.

In termini di risorse, la valutazione positiva del programma e la sua ammissione al finanziamento comportano: per il 2013 l’assegnazione integrale della quota destinata a ciascun ateneo, mentre per gli anni 2014 e 2015 l’assegnazione di un importo pari al 50% della rispettiva quota di competenza e del restante 50% a seguito della verifica annuale e del monitoraggio dei risultati della programmazione secondo parametri coerenti con le Linee di indirizzo e i criteri di cui al decreto, adottati  dal ministro avvalendosi dell’Anvur e sentita la Crui.

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