Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 02 Mag 2026

di Antonio Del Gatto

Il lavoratore che subisce vessazioni da parte del suo dirigente non deve reagire in modo forte alle offese. Se lo fa, non potrà intraprendere alcuna azione volta a ottenere il risarcimento del danno da mobbing.

A stabilire il principio è stata la Corte d’Appello di Ancona che, con la sentenza n. 1199/2013, ha respinto il ricorso di un lavoratore, che lamentava per i ripetuti insulti da parte datoriale.

Al ricorrente, in particolare, erano state rivolte dal suo superiore frasi offensive del tipo: «vai a pulire i cessi». Il destinatario delle pesanti frasi, però, non era rimasto inerte, ma aveva ribattuto colpo su colpo, insultando a sua volta il dirigente.

Per questo i giudici, confermando il verdetto di primo grado, hanno escluso l’esistenza di una patologia legata alle numerose vessazioni, ricordando che la violazione da parte del datore di lavoro degli obblighi imposti dall’art. 2087 c.c. al fine di tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore non è condizione sufficiente a determinare l’esistenza di un danno alla salute, poiché grava sul lavoratore l’onere di provare in maniera dettagliata l’esistenza del pregiudizio sofferto, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso causale tra l'uno e l'altro.

Pertanto, non possono rientrare nella fattispecie di mobbing, normali e, spesso, frequenti, conflitti in ambiente di lavoro, caratterizzati sì da attacchi sgradevoli da parte del datore di lavoro, ma con reazioni del dipendente,  che si ritiene colpito da un atto arbitrario o illegittimo.

Il lavoratore, dunque, se vuole coltivare qualche speranza di vedersi riconosciuto in tribunale un risarcimento da mobbing, deve subire in religioso silenzio.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Igiene delle mani: un’azione che salva la vita!

Ogni anno il 5 maggio l’Organizzazione Mondiale della Sanità celebra la Giornata mondiale...
empty alt

Overshoot Day. Italia in debito ecologico, stiamo consumando il futuro dei nostri figli

Il 3 maggio 2026, tra due giorni, l’Italia entra in debito ecologico. Da questa data, secondo il...
empty alt

Data center, non solo straordinaria fame di energia ma anche finanziaria

Dei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame...
empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
Back To Top