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Lunedì, 19 Gen 2026

di Biancamaria Gentili

Riuscirà Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, prima che la situazione politica precipiti irreversibilmente verso le elezioni anticipate, a nominare dodici presidenti e venti consiglieri di amministrazione negli enti pubblici di ricerca vigilati dal Miur, soggetti a riordino ai sensi del decreto legislativo n. 213/2009?

Se lo chiedono in tanti, ma soprattutto alcuni presidenti, che da mesi sono sui carboni ardenti, se non con la valigia in mano.

La vicenda è stata introdotta dal Foglietto con un articolo apparso sul n. 41 del 7 dicembre scorso, dal titolo “Allo sprint la Gelmini tenta la nomina di dodici presidenti di enti di ricerca.

Da allora, c’è stato nei giorni scorsi, dopo mesi di polemiche, il definitivo disco verde da parte del cda al nuovo statuto del Cnr.

Ora, la Gelmini dovrà restituire agli enti interessati i nuovi statuti, con il visto di approvazione e con l’invito a pubblicarli, entro trenta giorni, in Gazzetta ufficiale.

Nel frattempo, lo stesso ministro nominerà i Comitati di selezione, con il compito di fornire alla medesima, per ciascun ente, cinque nominativi per la carica di presidente e tre per quella di consigliere.

I Comitati di selezione, composti da un massimo di cinque persone, scelte tra esperti della comunità scientifica nazionale ed internazionale ed esperti in alta amministrazione, e di cui non potrà far parte personale del Miur, dovranno fissare, con avviso pubblico, le modalità e i termini per la presentazione delle candidature.

Ma il toto-presidente é già partito e cominciano a circolare le prime indiscrezioni su chi va e su chi resta alla guida degli enti. In sicura uscita sono dati Enzo Boschi dall’Ingv, Antonino Zichichi dal Centro Fermi e Iginio Marson dall’Ogs.

Tutti e tre hanno superato il limite dei due mandati. In sella dovrebbero restare i presidenti dell’Infn, dell’Asi, dell’Inrim, dell’Indam, del Consorzio Science Park di Trieste e dell'Istituto italiano di studi germanici.

Con la valigia pronta vengono invece dati i presidenti in carica dell’Inaf, Tommaso Maccacaro, e della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, Roberto Di Lauro, entrambi designati durante la gestione del Mur affidata dal governo Prodi a Fabio Mussi.

Ma la vera partita si gioca a piazzale Aldo Moro, sede del più grosso ente di ricerca del Paese, con un budget annuo di quasi un miliardo.

In attesa delle decisioni della Gelmini, Maiani ostenta sicurezza, anche se in ambienti ministeriali la sua sorte viene data per segnata.

Solo una crisi di governo potrebbe salvargli la poltrona.

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