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Lunedì, 19 Gen 2026

Con un comunicato diffuso ieri, la Sezione “Alto Tirreno Cosentino” di Italia Nostra ha stigmatizzato il comportamento del Direttore generale dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) che - di fronte alla richiesta di informazioni dettagliate, sottoscritta tre mesi fa da 23 Associazioni e Comitati ambientalisti tra cui la stessa Italia Nostra, in merito al controllo in corso sui depuratori costieri del Tirreno Cosentino, alla loro efficienza e funzionalità, controllo annunciato in un intervista al Corriere di Calabria del 26 agosto 2020 - non ha fornito alcun riscontro.

Tale atteggiamento ha costretto i richiedenti a rivolgersi, siccome previsto dalla legge, al responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza della medesima Arpacal.

“Ci aspettavamo una risposta dettagliata sullo stato di efficienza dei depuratori dei 22 comuni costieri del Tirreno Cosentino, all’altezza di un' Agenzia per la protezione dell’Ambiente in cui operano al proprio interno tecnici e specialisti di certa professionalità – scrive la Sezione Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino, presieduta da Roberto Loprevitera – Ci hanno invece trasmesso dei ‘Rapporti di Prova’ relativi a solo 5 comuni su 22 (Acquappesa, Fuscaldo, Paola, Falconara, San Nicola Arcella), senza alcuna valutazione dei dati, e per due di questi comuni i prelievi presso i rispettivi depuratori risalivano al mese di febbraio e maggio 2020, cioè ad un periodo assolutamente inadeguato per verificare l’impatto sugli stessi depuratori dell’afflusso turistico estivo”.

“Se in una regione che vive quasi solo esclusivamente di turismo balneare – prosegue Italia Nostra – l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente e quindi del Mare, che è l’unica vera risorsa che ha la Calabria, opera nel modo in cui risulta dalla risposta pervenutaci, cari concittadini del Tirreno Cosentino e cari turisti, la battaglia per un Mare trasparente ed accogliente è ancora più impervia e difficile di quello che abbiamo tutti immaginato”.

Per Italia Nostra, la risposta di Arpacal è “una presa in giro, una completa delusione …”, perché i controlli effettuati “ risultano assolutamente sporadici, carenti o mancanti. Avere un’Arpacal che funziona in questo modo è un vero e proprio problema per la difesa, l’integrità e praticabilità del nostro mare”, atteso che a tempo pieno dovrebbe “controllare che i depuratori funzionino soprattutto nel periodo estivo”, mentre “la Regione Calabria dovrebbe dotare la sua Agenzia per la tutela dell’Ambiente di uomini e mezzi adeguati per tale scopo”.

“Di fronte alla stragrande maggioranza dei Sindaci che non si sono scomodati a rispondere a 23 Associazioni e Comitati su come migliorare i loro impianti di depurazione, ad un Arpacal che pensa di avere a che fare con degli sprovveduti – conclude Italia Nostra – ormai è chiaro che con il dialogo e le buone maniere, che comunque continueremo a praticare, poco si ottiene. Servirà dar voce alla protesta quanto prima possibile per far capire a questi signori che avere un mare pulito in cui immergersi volentieri ed in sicurezza è un diritto di tutti noi e della Calabria. Se pensano di non doverne dare conto hanno sbagliato di grosso”.

Adriana Spera
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