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Domenica, 03 Mag 2026

Comunicato Usi/RdB

In un paese dove l’unico settore in forte crescita è quello delle sagre e delle celebrazioni, è stata presa al volo l’occasione offerta dalle Nazioni Unite, che per mercoledì prossimo, 20 ottobre, ha indetto la Giornata Mondiale della Statistica. Sinceramente, con tutti i problemi che affliggono l’umanità intera, di una simile celebrazione non si sentiva proprio la necessità. Ma tant’è.

Così l’Istat, che in Italia detiene il monopolio della statistica ufficiale, ha organizzato l’evento in pompa magna.

In via Balbo è prevista la presenza non di uno bensì di due ministri della Repubblica, del calibro di Mariastella Gelmini e di Renato Brunetta.

A fare gli onori di casa, il presidente Enrico Giovannini che, bisogna riconoscerlo, dal momento del suo arrivo, ha dato un tocco di mondanità all’Istituto. Convegni e incontri sono quasi decuplicati rispetto al passato, quando al massimo il presidente di turno celebrava con due anni di anticipo il centenario della nascita di Amintore Fanfani (Il Foglietto n. 1/2007).

Ancora una volta, però, la macchina organizzativa si è rivelata “selettiva” e “classista”, nel senso che ad essere invitati all’evento sono stati soltanto i dipendenti dal I al III livello.

Una discriminazione verso il personale tecnico-amministrativo difficile da accettare, e che confligge apertamente con lo spirito di autentico democratico che sono (erano?) in tanti a riconoscere a Giovannini al momento che varcò il portone presidenziale di via Balbo nell’agosto del 2009.

Se la forma è oggetto in queste ore di critiche, non da meno lo è l’evento nella sostanza.

Sono in tanti a chiedersi: che c’azzeccano Brunetta e Gelmini con la Giornata Mondiale della Statistica? Bah!

Si tratta di due esponenti governativi che sembrano avere un unico obiettivo: lo smantellamento della pubblica amministrazione (in generale) il primo; della scuola,  dell’università e della ricerca (in particolare) la seconda.

Il tutto in nome di “riordino e riorganizzazione”, che – come censurato anche dal Consiglio di Stato (“Riordino enti, batosta per il Governo”, Il Foglietto n. 33/2010) – non possono tradursi in mere operazioni di riduzione di spesa. Economie, che nel caso del riordino dell’Istat, sono tutte da dimostrare, visto che le poltrone dirigenziali generali sono aumentate.

Per contestare sia l’operato di Giovannini – che continua a discriminare il personale – sia la politica governativa di forte ridimensionamento della pubblica amministrazione, della scuola, dell’università e della ricerca, Usi/RdB, che è stato invitata all’evento, diserterà la celebrazione.

L’auspicio è che anche altri invitati (soprattutto il personale interno) facciano altrettanto, per consentire sia agli ospitanti che agli ospiti illustri di “festeggiare” senza platea l’evento e al ministro Brunetta di non correre nuovamente il rischio di trovare occupato il posto in prima fila (Il Foglietto n. 2/2010).

C'è da giurare, comunque che anche in questa occasione, per assicurare una presenza “oceanica” di pubblico plaudente, non mancherà chi metterà in atto l’incivile pratica della precettazione, tipica di certi regimi, come purtroppo è accaduto in passato (Il Foglietto n. 17/2010).

 

 

 

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