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Lunedì, 15 Giu 2026

L’Isfol (Istituto per la formazione e l’orientamento dei lavoratori), che dal 1° gennaio 2016 ha assunto la denominazione di Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) è “ente di ricerca, dotato di indipendenza di giudizio e di autonomia scientifica, metodologica, organizzativa, amministrativa e contabile ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale (Mlps).

Il 10 maggio scorso, la Corte dei conti ha pubblicato la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’ente, relativa all’anno 2015.

Nel documento dei giudici contabili si legge, tra l'altro, che l’esercizio si è chiuso con un avanzo finanziario di 8,11 milioni, con un incremento del 68,7 per cento rispetto al 2014, dovuto a maggiori entrate, in massima parte riconducibili a trasferimenti dall’Unione europea, pur in presenza di una riduzione del contributo istituzionale.

La spesa complessiva risulta in lieve aumento, in particolare quella per il personale, a fronte di una riduzione della spesa per beni e servizi.

Sono state prese in esame ed in parte risolte – si legge sempre nella Relazione - le problematiche connesse alla non corretta contabilizzazione di poste afferenti i contributi della Commissione europea nelle partite di giro e alla corresponsione di onerosi interessi alla Commissione europea stessa, connessi con la gestione delle predette entrate in tesoreria unica.

A tale ultimo riguardo, a seguito di interlocuzione con il Mef, l’Ente è stato autorizzato all’apertura di due conti correnti fruttiferi fuori tesoreria unica, sui quali far affluire le risorse della Commissione europea, da gestire quale Agenzia Nazionale Erasmus Plus in modalità “cash pooling”.

INAPPPermane una forte consistenza sia dei residui attivi, pari a 94,5 milioni, in crescita nel triennio, sia dei residui passivi, pari a 77,9 milioni, se pure in lieve flessione.

L’avanzo di amministrazione, pari a 28,8 milioni, risulta in aumento rispetto al 2014 (26,66 mln) ed è determinato sia dalla consistenza finale della cassa, pur sempre elevata, sia dal saldo attivo dei residui; dinamiche, queste, associate alla gestione delle risorse comunitarie.

Il patrimonio netto risulta pressoché stabile (6,49 mln); la liquidità (12 mln) è più che dimezzata rispetto al 2014 ed il fondo rischi ed oneri risulta ridotto di oltre il 106 per cento, in considerazione dell’utilizzo di 5,81 milioni nel 2015, in esito all’evoluzione del contenzioso.

L’esercizio chiude con un avanzo economico di 5.358,73 euro, in riduzione rispetto a quello dell’esercizio precedente. Il risultato operativo (gestione caratteristica) è tornato positivo nel 2015; su di esso ha inciso, negativamente, la gestione finanziaria e, positivamente, la gestione straordinaria, contrariamente ai risultati del 2014.

Desta preoccupazione – sottolinea la Corte – anche per l’impatto finanziario, il contenzioso nel quale è parte l’Isfol e per il quale nel 2015 è stato impegnato un importo pari a circa 9 milioni, dei quali sono stati erogati circa 4,8 milioni.

Detto contenzioso in parte si è concluso sfavorevolmente per l’Istituto ed in parte è ancora pendente.

In riferimento al contenzioso connesso alla rendicontazione dei progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) ed all’esito delle attività ispettive sulle certificazioni per il periodo di programmazione 2000-2006, l’Amministrazione non ha definito l’ammontare complessivo degli importi non riconosciuti come finanziabili sulle risorse comunitarie, per cui è stata appostata la somma di 1,5 milioni nel bilancio istituzionale.

Per il successivo periodo di programmazione FSE 2007-2013, sono ancora in corso di verifica i provvedimenti del Ministero vigilante di comunicazione delle contestazioni, per un importo di oltre 3 milioni.

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