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Martedì, 10 Mar 2026

Redazione

Dichiarazione del segretario nazionale di Usi/RdB-Ricerca, sindacato maggiormente rappresentativo all'Istat:

"La decisione del Consiglio di Stato in sede consultiva, di cui solo oggi si è avuta notizia, è del 28 dicembre scorso e segna un inatteso stop al regolamento in delegificazione di riordino dell'Istat, fortemente voluto dal ministro della pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta.

Il contenuto del provvedimento, che nelle intenzioni del proponente dovrebbe assicurare, anche in ossequio ad alcune direttive europee, riduzione della spesa di funzionamento dell'ente statistico e incremento dell'efficienza e della qualità dei servizi e della conoscenza della realtà economica e sociale del Paese, non ha convinto i Giudici di Palazzo Spada (Pres. Coraggio, Est. De Ioanna) che hanno sospeso l'esame dell'atto, in attesa di 'idonei elementi di informazione' da parte della Presidenza del Consiglio. A sollevare dubbi nei componenti della Sezione consultiva è stato, innanzitutto, il nuovo ruolo che il regolamento intenderebbe dare al presidente dell'Istat (che dallo scorso agosto è Enrico Giovannini), con un forte accentramento dei poteri. Tutte le nomine dirigenziali di livello generale, pari a 20 (ora sono 17), verrebbero, infatti, disposte autonomamente dal presidente, il quale oggi si limita, invece, a proporre al cda dell'ente cui spetta il potere di deliberare. Sul punto, il Consiglio di Stato, pur riconoscendo che la decisione 'rientra nell'ambito delle scelte di governance che l'Autorità politica proponente intende attuare', invita la Presidenza del Consiglio 'a una attenta riflessione per valutare se esse siano effettivamente foriere di razionalizzazione ed efficienza'. Ma il disco, per ora giallo, è scattato soprattutto perché il massimo Organo di giustizia amministrativa non è riuscito a individuare, sulla base della 'relazione illustrativa e dei documenti' allegati dal ministro proponente, 'quali riduzioni si profilano come ragionevolmente ottenibili in termini di riduzioni di personale non dirigenziale e in termini di contenimento delle spese relative alla logistica e al funzionamento dell'Istat'. Se i richiesti chiarimenti non dovessero convincere i Giudici, per il provvedimento di riordino dell'ente statistico scatterebbe il disco rosso".
13 gennaio 2010

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