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Giovedì, 12 Mar 2026

altIl 25 febbraio scorso, la Corte dei conti – Sezione controllo enti – ha depositato la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), per l’anno 2013.

Si tratta dell’ultimo controllo ascrivibile alla gestione del presidente Enrico Saggese, dimessosi dall’incarico il 7 febbraio 2014, in quanto coinvolto in un procedimento penale per vicende riguardanti l’Agenzia.

L’Asi, ente pubblico istituito con il compito di promuovere, sviluppare e diffondere la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale e aerospaziale, opera sulla base di un piano triennale delle attività, aggiornato annualmente in coerenza con il Programma Nazionale della Ricerca, con gli indirizzi del Parlamento e del Governo in materia spaziale, con il Piano Aerospaziale Nazionale, nonché nel quadro dei programmi dell’Esa.

Il rendiconto relativo all’esercizio 2013 – scrivono i giudici contabili – evidenzia, in sintesi, le seguenti risultanze gestionali: un disavanzo finanziario di competenza di euro 140.209.767, mentre nel precedente esercizio 2012 era stato registrato un avanzo di competenza pari a 18.551.800 euro; un avanzo di amministrazione di euro 163.061.340, diminuito di euro 128.506.771 (pari a -44,07%) rispetto al 31 dicembre 2012 (291.568.111 mln di euro); un disavanzo economico di euro 223.708.669, quasi triplicato rispetto al risultato negativo relativo al precedente esercizio 2012, pari ad euro 88.239.389; un patrimonio netto ridotto ad euro 553.605.207 (ammontava ad euro 787.313.876 al 31 dicembre 2012) in dipendenza del disavanzo economico di esercizio.

L’andamento della gestione evidenziato – prosegue la Corte – impone l’adozione di ulteriori urgenti iniziative di contenimento della spesa e razionalizzazione dei costi della gestione, tenuto anche conto delle numerose disposizioni in tal senso dettate dalla legislazione più recente evitando, peraltro, che la riduzione della spesa incida negativamente sui programmi spaziali che costituiscono i compiti istituzionali dell’Agenzia.

Infine, la Corte sollecita l’Asi a procedere a una revisione dei criteri di attribuzione del trattamento economico accessorio, dell’indennità di portavoce, nonché dell’indennità a favore dei dirigenti delegati, di cui all’art. n. 18 del D. lgs. n. 81/2008 e dell’indennità ex art. n. 22 del D.P.R. n. 171/1991, che dovrebbe essere destinata soltanto al personale incaricato della direzione di strutture tecniche e scientifiche.

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