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Giovedì, 12 Mar 2026

Il 2 febbraio scorso, dopo oltre sette mesi di silenzio, che i ripetuti fragorosi scampanellii di Usi-Ricerca non sono riusciti a rompere, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva (insediatosi a luglio 2014) ha convocato le organizzazioni sindacali con un ordine del giorno alquanto surreale: stato delle relazioni sindacali e della contrattazione integrativa.

Infatti, è noto a tutti i dipendenti dell’ente, ma proprio a tutti, che sia le prime (relazioni sindacali) che la seconda (contrattazione integrativa) versano da qualche anno in uno stato di totale abbandono, con un’amministrazione insensibile ad esaminare e risolvere problematiche che interessano tutto il personale.

Al predetto incontro, l’Usi, more solito, si è presentata separatamente dalle altre sigle sindacali.

La precisazione, sebbene non introduca elementi di novità rispetto a una consolidata tradizione, mai come questa volta, alla luce di quanto stiamo per dire, ci è parsa tanto opportuna.

E infatti, a sentire quanto riportato da altri, sembra quasi che il presidente e neo direttore generale, Tommaso Antonucci, abbiano offerto a tutti un bicchiere mezzo pieno, donde motivi di fondato ottimismo circa la prossima, imminente risoluzione di tutte le non poche questioni irrisolte e tuttora sul tappeto.

Dovendo escludere (e ci mancherebbe altro) che a Usi-Ricerca siano state raccontate cose diverse da quelle dette agli altri, spiace dover rappresentare che il bicchiere è, invece, vuoto.

Non solo. Ma c’è anche grande confusione su come eventualmente riempirlo.

Innanzitutto l’amministrazione si è presa un paio di mesi di tempo (come se quello trascorso non fosse stato più che sufficiente!) sicché di chiudere un  accordo prima della metà di aprile proprio non se ne parla, ma quel che più ha stupito è stato l’annuncio di voler addivenire a una non meglio precisata “proposta complessiva” su produttività, indennità e artt. 53 e 54 per tutti gli anni dal 2011 al 2015, avvertendo peraltro che sul “pacchetto” chiederà un altrettanto non meglio precisato sconto, tutto da definire.

Per sua consuetudine, Usi-Ricerca ha sempre riportato le cose per come effettivamente stavano, tanto più non teme di farlo ora, scevra com’è da qualsivoglia preoccupazione circa poltrone nelle RSU e annessi permessi sindacali, in quanto - come noto - diserterà le elezioni, invitando i lavoratori a fare altrettanto, per una civile protesta contro l’inaudito blocco del contratto nazionale (che si protrae ormai da 6 anni) e che, all’Istat, si estende anche a quello integrativo.

Di certo, pur con tutta la buona volontà, proprio non si riusce a valutare come apprezzabile l’atteggiamento dell’amministrazione, che è parso, viceversa, del tutto nebuloso e dagli esiti imprevedibili.

Le uniche certezze emerse dall’incontro, ma che in realtà sono atti dovuti, è che a breve verrà erogato l’acconto 2014 della produttività individuale e collettiva (ma non il conguaglio degli anni precedenti, a partire dal 2011, per i quali forse si aspetta lo sblocco dei “famosi” parametri di attribuzione del d.lgs Brunetta) e verrà definitivamente sottoscritto l’accordo sulle attività assistenziali 2013.

Nulla di nuovo neppure dalla lunga prolusione del presidente sull’annosa questione della sede unica.

In definitiva, un incontro del tutto inconcludente, che è apparso finalizzato esclusivamente ad interrompere un lungo silenzio, che si stava facendo sempre più imbarazzante.

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