Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 12 Mar 2026

L’estrema sintesi con cui viene riportato e reso noto ciò che avviene nel cda dell’Istat ci ha fatto dire in passato della progressiva liofilizzazione del resoconto, circostanza stigmatizzata da Usi-Ricerca in tutte le sedi, da ultimo nel corso dell’unico incontro avuto con l’attuale presidente Giorgio Alleva, in carica dal luglio scorso.

Ora è accaduto l’irreparabile: la sintesi delle comunicazioni del presidente e delle decisioni del cda dell’Istat è risultata essere più scarna addirittura dell’ordine del giorno.

L’evento si è verificato il 4 novembre scorso. Confrontando i due documenti, l’odg risulta incredibilmente più articolato, visto che, stando alla sintesi, sembra che il presidente non abbia avuto niente da comunicare e che, circostanza assai improbabile per un organo collegiale, non sia venuta fuori nemmeno qualche “varia ed eventuale” da discutere.

Per il resto, tutto a posto: approvati il verbale della seduta precedente e i bilanci di previsione e pluriennale, nonché il programma triennale per il triennio 2015-2017.

Sul piano triennale delle attività per il medesimo periodo, invece, si registra l’informazione più ampia, perché ci vien detto che ne è iniziata la discussione. Ciò che lascia sperare che magari qualcosa verrà pur fuori, a meno che la prossima volta non si ritenga di metterci a parte soltanto del fatto che la discussione già iniziata è poi finita. Un po’ come accade nella famosa canzone di Mina.

Da un po’ di tempo in qua così vanno le cose in via Balbo, sede storica dell’ente statistico. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.

Per l’Italia tutta il 4 novembre è il giorno della vittoria, per l’ente di via Balbo, invece, passerà dunque alla storia come il dies memorabilis della concisione, utilizzata purtroppo proprio là dove la concisione non serve e non giova a nessuno.

Soprattutto non giova ai componenti-protagonisti del cda, che non ci fanno una bella figura: non col personale, che ormai, sfinito dall’eccesso di sintesi, non riesce più a seguire le scelte dell’organo di indirizzo dell’ente, che - tra l'altro - si ostina a tenere bloccata la contrattazione integrativa, con riflessi negativi sulla busta paga dei lavoratori; men che meno col ministro vigilante, che forse farebbe bene, avendone il potere, a reclamare più trasparenza, dato che è diventato veramente impossibile riuscire a capire i percorsi che portano a prendere ogni decisione.

Insomma, se Montale desiderava di essere “scabro ed essenziale”, questo proposito il cda non può proprio coltivarlo.

Non solo. C’è, viceversa, un obbligo di trasparenza che è stato e continua a essere sistematicamente disatteso. Ora crediamo si sia arrivati al punto di non ritorno, visto che peggio di così non si può fare.

E’, dunque, giunto il momento di invertire la rotta e sforzarsi di mettere tutti i dipendenti in condizione di conoscere a quale destino stanno andando incontro.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
empty alt

8 marzo 415 d.C. Il femminicidio di Ipazia

Matematica, astronoma e filosofa, Ipazia fu uccisa ad Alessandria d’Egitto nel marzo del 415 d.C....
empty alt

“Gli occhi degli altri”, film di notevole intensità emotiva e passionale

Gli occhi degli altri, regia di Andrea De Sica, con Filippo Timi (Lelio), Jasmine Trinca (Elena),...
empty alt

La guerra all’Iran non sarà una passeggiata

Ora Trump si sta accorgendo che aver attaccato l'Iran non sarà una passeggiata. Ha lanciato un...
empty alt

Trichoderma, benefici e limiti di uno degli organismi più usati per proteggere le piante

I funghi del genere Trichoderma sono tra i principi attivi di natura biologica più diffusi in...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
Back To Top