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Giovedì, 12 Mar 2026

Nel Foglietto del 3 giugno scorso, con un pezzo dal titolo Un articolo di cinque ricercatori Cnr provoca reazione della Fondazione Monasterio, avevamo raccontato una vicenda tipicamente italiana.

Il presidente della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio (FTGM), Ferruccio Fazio, ex ministro della salute nell’ultimo governo Berlusconi, e il direttore generale, autoinvestendosi del ruolo di super-revisori e meta-editori, avevano scritto all'Editor-in-Chief della rivista scientifica Plos-one una lunga e dettagliata lettera, sollevando obiezioni formali, metodologiche e sostanziali sulla qualità e addirittura legittimità di un articolo, apparso sulla stessa rivista, di sei ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr, riguardante l'appropriatezza delle metodiche di medical imaging in uso nella Ftgm nel primo semestre 2010, quando il personale medico dell’Ifc-Cnr operava in Fondazione, in virtù di convenzione.

Qualche settimana prima, un coautore dell’articolo “incriminato” - per inciso, comandato dal Cnr in FTGM - aveva chiesto al giornale di ritirare la firma dall'articolo stesso, perché all’epoca della trasmissione del lavoro scientifico "era distratto e aveva altre cose da fare", aggiungendo che "avrebbe dovuto leggere attentamente il lavoro" e che "non aveva capito che veniva sottomesso".

Al riguardo, Il Foglietto sottolineava che l'iniziativa del ricercatore sembrava contrastare con precedenti comunicazioni intercorse con gli altri coautori, nelle quali egli prima si congratulava per le bozze corrette e poi ringraziava per la notizia dell'avvenuta accettazione.

Il nostro articolo evidenziava, altresì, che la contestazione si era manifestata in concomitanza con la scelta da parte del Cnr del nuovo direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica, da individuare nell’ambito di una rosa di candidati tra i quali figurava uno dei coautori dell’articolo, vale a dire il direttore uscente dello stesso Ifc che - per inciso - non è stato confermato nell'incarico.

Ci eravamo lasciati con l'Editor in "camera di consiglio", impegnato nell’esame della lettera dei vertici della Fondazione e delle controdeduzioni dei cinque ricercatori “incolpati”.

Ora siamo in grado di affermare, con assoluta certezza, che l’attesa “sentenza” è stata emessa: le obiezioni dei vertici di FTGM sono state respinte e i ricercatori dell’IFC “incolpati” sono stati assolti in istruttoria, con formula piena.

Verrebbe, dunque, da dire: tutto è bene, quel che finisce bene. Ma non è proprio così.

All’esito di questa sconcertante vicenda, infatti, si possono fare almeno tre amare considerazioni.

La prima, è che a svolgere con rigore il lavoro di ricercatore su temi scientificamente e socialmente rilevanti, all’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa si rischiano la tranquillità, il posto e anche la dignità. A conferma è sufficiente un ripasso degli articoli che Il Foglietto ha pubblicato in data 13 maggio 2014, 20 maggio 2014 e 27 maggio 2014.

La seconda, è la coincidenza degli eventi con il rinnovo della direzione dell’IFC, decisa dal cda il 10 aprile.

L’ultima, davvero triste ancorché incomprensibile, riguarda l'inspiegabile silenzio di Luigi Nicolais, presidente del Cnr, al corrente della vicenda fin dal 16 gennaio 2014, che non è stato rotto neppure dalla decisione dell’Editor, che ha riconosciuto l’assoluta correttezza dei cinque ricercatori. Dipendenti del Cnr e non della Fondazione Monasterio.

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