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Lunedì, 15 Giu 2026

di Roberto Tomei

Sopraffatti da una sorta di irrefrenabile coazione a ripetere, al Cnr continua la serie dei bandi di concorso creativi, sempre più originali, ormai diventati come i proverbiali esami di Eduardo, che non finivano mai.

Ora è la volta, udite udite, di un bando per l’assunzione di un operatore tecnico di VIII livello, presso l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione, per lo svolgimento di “attività di mantenimento e cura dei primati non umani ospitati nel Centro Primati del predetto Istituto presso il Bioparco e di supporto alle attività di ricerca realizzate presso il Centro medesimo”.

Il titolo di studio richiesto è quello previsto per il profilo dal dpr 171/91, la cui declaratoria così recita: “Svolge le attività proprie della qualificazione di mestiere posseduta ... esegue operazioni di lavoro tecnico-manuali per l'installazione, manutenzione, conduzione e riparazione di impianti, macchine, arredi, manufatti strumenti ed apparecchiature, controllandone lo stato di efficienza ed assicurandone la regolare funzionalità”.

Sic stantibus rebus, per partecipare alla detta procedura selettiva viene richiesto il diploma di scuola media inferiore.

Fin qui, tutto normale. Sennonché all’aspirante operatore viene richiesta anche una documentata attività ed esperienza nel supporto alla ricerca scientifica. In tale ambito, in particolare, dovrà fornire comprovata conoscenza delle tecniche di stabulazione degli animali da laboratorio e di salvaguardia del loro benessere nonché comprovata esperienza pluriennale (sic!) nella gestione di primati non umani e nella capacità di fornire supporto adeguato ed assistenza nelle attività di somministrazione di compiti cognitivi e di osservazione del comportamento sociale dei primati non umani.

Inoltre, in disparte la conoscenza della lingua inglese e di elementi di informatica, l’aspirante operatore deve conoscere le "tecniche di base di intervento e pronto soccorso veterinario" (doppio sic!). In pratica, il Cnr cerca più un unicum che una rarità.

Fermo restando il requisito della scuola media inferiore (terza media, tanto per capirci), deve trattarsi di un assai strano appassionato di animali, ma non di animali qualsiasi, bensì di primati di cui orientare, per di più, i processi cognitivi.

Fossero stati cani e gatti transeat ma dovendosi occupare di scimmie et similia, oggettivamente appare assai arduo reperire un piccolo Lorenz o Mainardi che, col diploma di scuola media dell’obbligo, possa vantare la richiesta esperienza. Per quel che ne sappiamo, a Roma di scuole ad hoc sembra non ce ne siano, neppure in via del Babuino.

Che dire? Speriamo che il Cnr possa coronare il sogno di trovare un primatista umano. Per primati non umani.

 

 

 

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