Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 19 Giu 2026

di Adriana Spera

Si è concluso, dopo trenta udienze, con la sentenza di condanna a sei anni di reclusione, emessa dal giudice monocratico del Tribunale penale di L’Aquila, Marco Billi, il processo di 1° grado per tutti i componenti della Commissione grandi rischi che, il 31 marzo del 2009, presenziarono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese.

Per tutti, l’accusa mossa era quella di omicidio colposo, disastro e lesioni gravi, per aver rassicurato gli aquilani, nella seduta del 31 marzo 2009, quando sarebbe stata scartata l'ipotesi di un terremoto, poi avvenuto il 6 aprile, dopo un lungo sciame sismico.

Al termine della requisitoria, i pubblici ministeri Fabio Picuti e Roberta D’Avolio avevano chiesto per tutti una condanna a 4 anni.

Sul banco degli imputati, Franco Barberi (presidente vicario della commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di vulcanologia all'università Roma Tre), Bernardo de Bernardinis (all’epoca, vice capo settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile e ora presidente dell’Ispra), Enzo Boschi (all’epoca, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), Giulio Selvaggi (direttore del centro nazionale terremoti e coordinatore del progetto CASE), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione Eucentre), Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre presso l'università di Genova) e Mauro Dolce (direttore dell'ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinario di tecnica delle costruzioni presso l'università Federico II di Napoli).

Per la difesa dei sette imputati sono stati mobilitati avvocati di grido:  Franco Coppi per Selvaggi; Marcello Melandri per Boschi; Enzo Musco e Alessandra Stefano per Gian Michele Calvi; Roberto Petrelli per Barberi; Filippo Dinacci per Dolce e de Bernardinis e Alfredo Biondi (ex parlamentare) per Eva. Tutti, dopo lunghe e articolate arringhe, hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.

Di diverso avviso è stato invece il giudice Billi, che è andato ben oltre le richieste della Procura, condannando gli imputati, oltre che all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, anche a risarcire alle parti civili 7,8 milioni di euro, oltre alle spese processuali per 100 mila euro.

Un addolorato Enzo Boschi ha ribadito: “Non ho mai rassicurato nessuno. Sfido chiunque a trovare scritta, detta a voce, su tv o da qualsiasi parte una mia rassicurazione concernente il terremoto dell'Aquila e questo perché nessuno è in grado di prevedere terremoti. La qualità degli edifici in Italia è tale che anche una piccola scossa può causare un disastro".

Immediata presa di posizione dei geofisici, anche della comunità scientifica internazionale, e dell’Ingv che, con una nota, hanno fatto sapere che “allo stato attuale è impossibile prevedere in maniera deterministica un terremoto. Di conseguenza, chiedere all’Ingv di indicare come, quando e dove colpirà il prossimo terremoto non solo è inutile, ma è anche dannoso perché alimenta in modo ingiustificato le aspettative delle popolazioni interessate da una eventuale sequenza sismica in atto. L’unica efficace opera di mitigazione del rischio sismico è quella legata alla prevenzione, all’informazione e all’educazione della popolazione in cui istituzioni scientifiche, Protezione Civile e amministrazioni locali devono svolgere, in modo coordinato, ognuna il proprio ruolo”.

Per Guido Fioravanti, che nel terremoto ha perso il padre: “Quello di oggi non è stato un processo alla scienza ma a ciò che ha detto e che ha mutato in noi aquilani l'approccio al terremoto". “Quella notte  - ha ricordato Guido - avevo sentito mia madre verso le 23, subito dopo la prima scossa. Mi ricordo la paura che usciva dalle sue parole. In altri tempi sarebbero scappati ma quella notte, assieme a mio padre, si sono ripetuti quello che avevano sentito dalla commissione Grandi rischi. E sono rimasti lì".

A nostro avviso, un processo, quello appena concluso, con al banco degli imputati in gran parte i soggetti sbagliati, che rischiano di pagare al posto di chi per anni ha fatto costruire nel modo e nei luoghi manifestamente inidonei e di chi doveva vigilare sulla sicurezza degli edifici e non l’ha fatto, né prima del terremoto, né durante lo sciame sismico che ha preceduto la scossa fatale per L’Aquila.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Parkinson: ricerca della Fondazione Mondino apre nuove prospettive per la diagnosi precoce

Presentati al congresso LIMPE-DISMOV di Rimini nuovi risultati della Fondazione Mondino IRCCS di...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
Back To Top