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Mercoledì, 11 Mar 2026

di Alex Malaspina

A temere più di tutti una possibile crisi di governo, non è solo Berlusconi, che rischia di vedere vanificare alcune leggi ad personam per alleggerire la sua posizione giudiziaria, ma, per ragioni diverse, anche Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, Università e  Ricerca.

La Gelmini, infatti, rischia di perdere proprio sul filo di lana una importante prerogativa, quella di nominare ben dodici presidenti di enti pubblici di ricerca vigilati dal Miur e almeno venti consiglieri di amministrazione.

Si tratta di presidenze strategiche, che vanno dal Cnr (budget annuo di circa 1 miliardo di euro), all'Asi; dall'Infn all'Inaf; dall'Ingv all'Ogs.

Da ultimi, ma non ultimi, l'Area per la ricerca di Trieste, il Centro Fermi, l'Istituto nazionale di alta matematica e l'Istituto italiano di studi germanici. Si tratta di un vero e proprio giubileo ministeriale.

Il Comitato di valutazione ha fissato al 9 giugno il termine per la presentazione delle candidature da parte degli aspiranti presidenti e/o consiglieri.

Ma il toto-presidente é già partito e cominciano a circolare le prime indiscrezioni su chi va e su chi resta alla guida degli enti. In sicura uscita sono Enzo Boschi dall'Ingv, Antonino Zichichi dal Centro Fermi e Iginio Marson dall'Ogs.

Una precisa disposizione contenuta nel 2° comma dell'art. 18 del d.lgs. 213 del 2009 prevede che "gli organi degli enti in carica o scaduti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo rimangono in carica fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti o fino al completamento delle procedure di nomina che devono completarsi entro il termine di mesi due dalla data di entrata in vigore dei nuovi statuti".

Poiché i nuovi statuti, dopo varie vicissitudini, sono divenuti efficaci il 1° maggio, il rinnovo degli organi di vertice dei 12 enti dovrebbe avvenire entro il 1° luglio. Ma si tratta di un termine ordinatorio.

Un periodo di attesa lungo e pieno di ansie, non per quei presidenti non più "nominabili" per aver superato i due mandati, come Enzo Boschi (Ingv), Antonino Zichichi (Centro Fermi), Petronzio (Infn) e Marson (Ogs), ma per personaggi del calibro di Maiani (Cnr), Saggese (Asi), Maccacaro (Inaf) e Di Lauro (Anton Dohrn), che aspirerebbero a una conferma. La poltrona più ambita resta sempre quella di piazzale Aldo Moro.

Le quotazioni di Maiani, portato nel 2007 con molte polemiche al vertice del Cnr da Fabio Mussi, sembrerebbero in forte ribasso, soprattutto dopo le gravi censure mosse all'operato del suo ente dagli Ispettori della Ragioneria generale dello Stato.

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