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Lunedì, 19 Gen 2026

Asteroid City è un film del 2023, scritto e diretto da Wes Anderson, presentato alla 74^ edizione del Festival di Cannes.

Siamo ad Asteoroid City, nel deserto del Nevada, un luogo rinomato per il cratere formatosi dopo l’impatto di un asteroide gigante, un posto stravagante dove viene organizzato un raduno astronomico per giovani scienziati in erba. In questa occasione si intrecciano i destini di un reporter di guerra che da poco ha perso la moglie (Jason Schwartzman), di una nota attrice (Scarlett Johansson), un’insegnante (Maya Hawke), un nonno che prova a riallacciare i rapporti con le sue nipotine (Tom Hanks), il manager del motel (Steve Carrell), e quello di giovani scienziati dall’intelligenza fuori dal comune (tra questi Sophia Lillis e Jack Ryan).

Costretti a una quarantena dall’esercito americano a seguito di un’incredibile incontro ravvicinato, i visitatori della cittadina sono costretti a fare i conti con la consapevolezza di non essere soli nell’universo.

È questa la storia che ci narra Bryan Cranston, il presentatore televisivo che qualche volta si intromette nella narrazione, una storia che ha scritto e inventato il drammaturgo Conrad Earp (Edward Norton) e che è stata adattata per la televisione dal regista Schubert Green (Adrien Brody). Un’opera teatrale in bianco e nero che diventa poi la storia a colori di coloro che danno vita al racconto. Una storia al cubo in cui personaggi e attori si confondono, la finzione diventa realtà e poi ancora finzione.

Il film è costruito come una scatola cinese, da cui però è impossibile uscire. Un universo immenso e assolutamente riconoscibile quello di Wes Anderson, sempre più colorato e caotico. Una storia eccentrica, potenzialmente infinita che appare come una caricatura del suo stesso cinema: ripropone la sua estetica geometrica e perfetta, le sue inquadrature simmetriche e il suo stile ossessivo e travolgente, esasperandole.

Ma la grandezza del cinema di Wes Anderson rimane la sua originalità e la sua riconoscibilità. Come si può dire per pochi altri cineasti nella storia del cinema: il suo sguardo si coglie accanto a ogni luogo, dietro ogni inquadratura, in ogni personaggio.

Anna Sofia Caira
critica cinematografica
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