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Lunedì, 19 Gen 2026

Locandina, Bones and AllBones and All, regia di Luca Guadagnino, con Taylor Russell, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, André Holland, Chloë Sevigny, David Gordon Green, Jessica Harper, Mark Rylance, Ellie Parker, Madeleine Hall, Christine Dye, Jake Horowitz, Kendle Coffey, Sean Bridgers, Francesca Scorsese, Anna Cobb; Sceneggiatura: David Kajganich; Fotografia: Arseni Khachaturan; Montaggio: Marco Costa; Musiche: Trent Reznor, Atticus Ross; Genere: Thriller/Orror, Sentimentale; Italia, USA, 2022; Durata: 130'; Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V. M. anni 14.

Recensione di Anna Sofia Caira

Bones and All è un film del 2022, diretto da Luca Guadagnino, tratto dall’omonimo romanzo Fino all’osso di Camille DeAngelis. È un thriller/horror non adatto a chi è particolarmente suscettibile; infatti, narra in modo piuttosto crudo le vicende di due giovani cannibali, Maren (Taylor Russel) e Lee (Timothée Chalamat). La loro storia, però, è soprattutto una storia d’amore, un amore controverso tra due persone che il resto del mondo considera dei mostri, ma che in realtà si limitano a rispondere con riluttanza al loro istinto naturale. Il cannibalismo è la condizione che accomuna i due protagonisti, che li rende essenzialmente soli al mondo e li costringe a un destino da nomadi.

Bones and All è un road movie, in cui i due giovani cannibali si avviano alla scoperta della loro identità. Maren in particolare, che è stata abbandonata dal padre e che vuole saperne di più sulla madre da cui ha ereditato questo orribile destino. È la loro condizione di cannibali che paradossalmente rende questi due esseri viventi più umani che mai. I loro istinti estremi li costringono a isolarsi dal resto del mondo e a ritrovarsi l’uno nell’altro: una metafora piuttosto esplicita per narrare la solitudine che tutti incontriamo nell’età del cambiamento. Il sentirsi sempre fuori posto, la ricerca di se stessi e la scoperta di un amore intenso, da consumare “fino all’osso”.

L’atto di mangiare un essere umano interamente, “bones and all”, è centrale nella pellicola, un’esperienza che i cannibali, come Jake (Michael Stuhlbarg) e l’inquietante Sully (Mark Rylance), bramano fin dall’inizio della loro esistenza. In questo mondo paradossale non ci si interroga su cosa è giusto o cos’è sbagliato, ma nonostante il paradosso che accomuna le esistenze dei due protagonisti, il loro essere emarginati risulta estremamente comprensibile.

Ma la potenza di questo film è quasi certamente la fotografia, dietro la quale si nota lo sguardo sensibile di Luca Guadagnino. I tramonti colorati e le vaste pianure del Midwest raccontano della solitudine che vivono i due giovani, consumati da un amore e da una vicinanza che è come una salvezza, quasi obbligata dal loro non essere normali.

Anna Sofia Caira, critica cinematograficaAnna Sofia Caira
Critica cinematografica
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