Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 19 Giu 2026

stalin Morto Stalin, se ne fa un altro di Armando Iannucci, con Steve Buscemi, Michael Palin, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs, Simon Russell Beale, Olga Kurylenko, durata 106’, nelle sale dal 4 gennaio 2018, distribuito da I Wonder Pictures.

 Recensione di Luca Marchetti

Il 5 marzo del 1953, Iosif Stalin muore, nella sua dacia fuori Mosca, dopo diverse ore di agonia per un’emorragia celebrale. Accorsi al capezzale, i vari ministri e collaboratori del dittatore, confusi e atterriti per la sua improvvisa scomparsa, si lanciano immediatamente in una goffa, sanguinosa e assurda guerra di successione per decidere chi raccoglierà lo scettro del comando sull’intera Unione Sovietica.

Armando Iannucci, sceneggiatore e regista italo-scozzese, famoso per le sue spassose e verbosissime satire politiche (sue le esilaranti serie tv politico-comedy The Thick of It e Veep – Vicepresidente Incompetente), sceglie di adattare La morte di Stalin, la graphic novel dei francesi Fabien Nury e Thierry Robin sull’ascesa al potere di Nikita Krusciov. Sulla carta, vista anche la carriera e lo stile di Iannucci, ci si aspettava un’opera lucida ma orientata più alla gag verbale che al rigore storico. A sorpresa Morto Stalin, se ne fa un altro, pur essendo un necessario adattamento narrativo, conserva un’attenzione alla cronaca e una fedeltà storica che, in più parti fa deviare il percorso comico del film.

La scrittura irriverente di Iannucci è intatta e, grazie anche a un ricco cast variegato (che va dal nervosismo di Steve Buscemi alla flemma di Micheal Palin, passando alla follia di Jeffrey Tambor e alla ferocia di Simon Russell Beale), si sviluppa in un lungo e ininterrotto fiume di battute fulminanti e dialoghi ridicolmente folli.

Come al suo solito, infatti, lo scrittore di Glasgow non lascia un attimo di riposo allo spettatore che, spesso anche a fatica, deve stare dietro all’eccitato delirio satirico dei suoi protagonisti e delle loro azioni. Pur dopo tantissime risate, la sensazione che lascia la visione di Morto Stalin, se ne fa un altro, però non è proprio quella di una consolante commedia. Lo humor nero, la violenza psicologica sottintesa e lo squallore umano dei “mostri” protagonisti trasmettono tutto il disagio e il terrore del mondo staliniano e dei suoi crimini, in un perfetto ritratto storico di un’epoca.

La guerra tra bande tra il machiavellico Berija e il deciso Krusciov, arricchita dal vasto parterre di alleati e oppositori, scade volutamente in un grottesco che, se nei lavori contemporanei di Iannucci ha la pura forza della satira politica spietata, qui (anche per il peso storico dei personaggi ritratti) assume un peso specifico quasi insostenibile. L’autore, tra la parodia dei tronfi pamphlet politici di Oliver Stone e le citazioni de Il Divo di Paolo Sorrentino (gli uomini di Stalin sono presentati come i notabili democristiani della corrente andreaottiana degli anni ottanta), confeziona una riuscita commedia malata che, non solo “regala” al suo pubblico un divertimento malsano ma, più di molte altre opere storiografiche, raggiunge ragguardevoli obiettivi divulgativi.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Critico cinematografico

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Parkinson: ricerca della Fondazione Mondino apre nuove prospettive per la diagnosi precoce

Presentati al congresso LIMPE-DISMOV di Rimini nuovi risultati della Fondazione Mondino IRCCS di...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
Back To Top