Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 19 Giu 2026

Mal di pietre di Nicole Garcia, con Marion Cotillard, Louis Garrel, Alex Brendemühl, Brigitte Roüan, durata 116’, nelle sale dal 13 aprile 2016, distribuito da Good Films.

Recensione di Luca Marchetti

Dopo un passaggio, non troppo fortunato, nel concorso dello scorso festival di Cannes, arriva nei cinema italiani Mal di pietre, film diretto dalla regista francese Nicole Garcia. Tratto dall’omonimo romanzo dell’italiana Milena Agus, campione di vendite in Francia, la storia è stata traslata dalla Sardegna dell’autrice alla calda e polverosa Provenza di inizio anni cinquanta, perfetta ambientazione per gli struggimenti d’amore e le calde ossessioni della protagonista Gabrielle.

Il film, sin dalle primissime inquadrature, punta a costruirsi totalmente sulla prova, ancora una volta istintiva e sofferta, della splendida Marion Cotillard. Ormai abituata a questi ruoli passionali e tormentati, dove la sua bellezza slavata e i suoi enormi occhi stracolmi di dolore possono trovare lo spazio ideale per sublimarsi.

E’ vero che l’attrice parigina, ormai, sembra quasi condannata a ripetere all’infinito lo stesso ruolo, come se la bravura nel saper rendere plastiche le emozioni di donne che danzano su dolori e drammi interni debba, per forza di cose, diventare una prigione dorata. Eppure, è altrettanto vero, che la Cotillard sa davvero affrontare questo copione emotivo-interpretativo nel miglior modo possibile, gestendo il giusto equilibrio fra patetismi appariscenti e viscerali turbamenti realistici. E’ dunque un peccato vedere la sua prova perdersi dentro il film della Garcia.

Noi amiamo i melò e non pretendiamo che opere di questo genere debbano essere esempi di sceneggiature audaci e perfette o lavori dai toni fin troppo seri e pretenziosi. L’amore folle di Gabrielle, divisa dall’abnegazione fedele a un marito non amato e il trasporto verso un reduce morente conosciuto in una stazione termale (luogo chiave della vicenda), era un fenomenale argomento per costruire un film straziante e delicato, popolare ma sincero.

Purtroppo la regista, a differenza della sua attrice, perde quasi immediatamente il metro giusto per cucire la pellicola. Attratta da facili trovate narrative, da composizioni strutturali arroganti (il gusto con cui sottolinea il colpo di scena finale) e da un insopportabile sadismo verso i propri personaggi, Nicole Garcia trasforma la storia di Milena Agus in una pellicola pedante, dove le ambizioni confuse dell’autrice disinnescano le potenzialità sentimentali della vicenda e la costruzione di un legame empatico con i protagonisti.

Da questo punto di vista, l’unica figura che riesce a emergere nel contorno disordinato di umori e volti costruito intorno alla Cotillard è lo stoico marito interpretato dallo spagnolo Alex Brendemühl, un personaggio che accetta il sacrificio di un amore sincero, ma non corrisposto, con una dedizione e silente passione commoventi.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Parkinson: ricerca della Fondazione Mondino apre nuove prospettive per la diagnosi precoce

Presentati al congresso LIMPE-DISMOV di Rimini nuovi risultati della Fondazione Mondino IRCCS di...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
Back To Top