Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 24 Apr 2026

altHumandroid”, di Neill Blomkamp, con Dev Patel, Sigourney Weaver, Hugh Jackman, Sharlto Copley, durata 105’, nelle sale dal 9 aprile 2015, distribuito da Warner Bros.

Neill Blomkamp, dopo District 9 ed Elysium, con il suo terzo film torna di nuovo nei territori della fantascienza distopica e proletaria, un mondo futuro non troppo lontano, dove astronavi e galassie sono sostituite da baraccopoli putrescenti e dai panorami suburbani delle periferie sudafricane.

Come le precedenti pellicole, Humandroid (Chappie in originale) racconta una storia di riscatto sociale e umano.

Blomkamp, seguendo la strada intrapresa e poi abbandonata dal remake di Robocop firmato Josè Padilha, parla di eserciti androidi e bande criminali con un protagonista che, abdicando al proprio status di super-poliziotto inflessibile e spietato, prova a dare sfogo alla propria umanità in un universo violento e caotico. Se nel film di Padilha questa mutazione “spirituale” era resa anche dall’interpretazione del suo attore principale in carne e ossa, qui il peso della storia è appoggiato sulle spalle malferme del simpatico androide Chappie.

A metà tra Corto-Circuito di Badham e il poetico Wall-E della Pixar, Chappie è un eroe travolgente e commovente, un personaggio che ben rappresenta un’opera attenta a cullare i propri aspetti più delicati. Proprio questa dimensione leggera (rappresentata dagli stravaganti “rapporti famigliari” del simpatico robot) è la novità più interessante nel cinema di Blomkamp, autore sudafricano ossessionato dall’ostentare un didascalico messaggio di denuncia sociale-paternalista con uno stile fantascientifico volutamente sporco e realista.

Convinto di essere stato l’inventore di un nuovo genere, la fantascienza di denuncia (convinzione, non c’è bisogno di dirlo, campata totalmente in aria), Blomkamp non perde l’occasione per cadere nei suoi tranelli e di adagiarsi sulle proprie convinzioni cinematografiche. A salvarlo da una stanca routine stilistica (che ben ci aveva impressionato nell’esordio District 9) interviene proprio la felice creazione di un protagonista folle e irresistibile, quel Chappie che riscatta Humandroid da un destino di presunta mediocrità.

Certo, come abbiamo accennato, il regista fa fatica a gettarsi in un progetto totalmente e sanamente libero, anarchico ed emotivo. Non ancora pronto a fare propria la lezione del “fallimento” Elysium, pellicola nata dalle grandi ambizioni e naufragata nell’oblio del dimenticabile, Blomkamp cerca sempre di controllare ogni aspetto, attento comunque a creare la scena o la sequenza più giusta commercialmente, a scegliere i volti più accattivanti possibili (i bravi e spaesati Hugh Jackman e Sigourney Weaver ne sono esempi chiari). Detto ciò, non si può negare che Humandroid risulti alla fine un sensibile passo avanti in una carriera cinematografica chiamata ora alla prova del prossimo iconico capitolo della saga di Alien, per dimostrare definitivamente la propria sostanza.

alt*critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

Nella Giornata Mondiale della Terra, celebriamo il silenzio assordante sulla crisi climatica

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, divenuta un “rito” che non ha nulla a...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
Back To Top