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Lunedì, 19 Gen 2026

di Rocco Tritto

Alla fine, prima di esalare l’ultimo respiro, il governo Berlusconi ce l’ha fatta a mettere al mondo l’Agenzia per la sicurezza del nucleare.

A presiederla sarà l’ottantacinquenne oncologo Umberto Veronesi, fino a pochi giorni fa senatore della Repubblica eletto nelle liste del Partito Democratico.

Ad  assisterlo nel board direttivo ci saranno due tecnici “nuclearisti doc”, Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, designati dal ministro dello Sviluppo economico, e due giuristi (sic!) “nuclearisti per caso”, che rispondono ai nomi di Stefano Dambruoso, magistrato, e Michele Corradino (consigliere di Stato e capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente), che all’ultimo momento avrebbe sfilato la poltrona a Fabio Pistella. Entrambi sono stati designati da Stefania Prestigiacomo.

La scelta di Veronesi, che si è dimesso da senatore, è stata aspramente criticata a sinistra.

Al vetriolo il giudizio di Ermete Realacci: “Veronesi non potrà essere la foglia di fico, che renderà possibile una scelta antieconomica e contraria agli interessi dei cittadini e del paese come il nucleare".

Va ricordato che gli italiani avevano, con il referendum del 7-8 novembre 1987, detto no, in maniera schiacciante, al nucleare.

Se un inceneritore di rifiuti è in grado di scatenare la guerriglia urbana, non è difficile ipotizzare che per le centrali nucleari e/o per i siti dove allocare le scorie, ci sarà l’insurrezione.

Peccato che un autorevole scienziato come Veronesi abbia perso una grande occasione per testimoniare a favore delle energie rinnovabili, che sono la via maestra per far fronte al fabbisogno elettrico futuro del paese.

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