Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 19 Gen 2026

L'amichettismo, si sa, è un male endemico dell'Italia. Anche nei suoi momenti più bui, come ricorda Amendola nelle sue "Lettere a Milano", si manifestò, giustificato in parte dagli eventi drammatici di quel momento: caduta del fascismo, Resistenza ai nazifascisti, lotta partigiana.

Allora ci furono fascisti che nascosero ebrei e antifascisti che, a loro volta, in nome della conoscenza personale o familiare, protessero persone che avevano aderito con più o meno entusiasmo al regime mussoliniano. Nel dopoguerra, grazie al ruolo fondamentale svolto dai partiti di massa e anche allo scontro politico e ideologico che li pervase, il fenomeno dell'amichettismo fu contenuto, come pure la sua radice politica: il trasformismo.

Oggi, nel mondo radicalmente cambiato per tanti motivi, il trasformismo politico va alla grande e quindi anche l'amichettismo ha ritrovato i suoi spazi. A destra, ne è diventato la cifra che si manifesta appieno nelle vicissitudini del governo Meloni. Ultime quelle, tra il comico e il miserevole, dell'ex ministro Sangiuliano.

Ma ce n'è uno, cosiddetto di sinistra, che ha i suoi epigoni, soprattutto nel Pd. Come giudicare, se non in questa chiave, gli endorsement per Fitto nel novero dei vice presidenti di von der Leyen nella Commissione europea? A quello di De Caro si sono aggiunti il solito anguilleggiamento di Zingaretti, di Letta, degli ex renziani nei dem, ecc.. A loro, in vista dell'audizione all'europarlamento cui devono sottoporsi tutti i commissari, basterebbe che Fitto si dichiarasse europeista.

Di fronte all'altolà a livello di gruppi parlamentari all'europarlamento di socialisti, di cui il Pd fa parte, e liberali, che non si sa se terranno l'incerta coerenza antisovranista (vedi Macron), i nostri "amichettisti" s'inventano di tutto: Fitto brava persona - politica? Non pare - basta risalire al suo curriculum personale - tirarlo dentro per dividere la destra, eppoi, signora mia, il nostro interesse nazionale.

Il nostro interesse nazionale non è cercare il migliore dei sovranisti, ammesso e non concesso che Fitto lo sia, ma contrapporsi coerentemente - soprattutto con proposte e programmi adeguati - a chi l'europeismo considera un nemico da abbattere. Meloni e Salvini, consenziente Tajani, che lo hanno designato, questo sono.

Quanto a dividere la destra europea, che già lo è di suo lungo linee nazionalistiche, dando spago a quella sovranista e post fascista italiana - risuona ancora il grido non rinnegato della Meloni verso l'Europa "la pacchia è finita", confermato dal voto contro la von der Leyen - è arrampicarsi sugli specchi, facendo la figura dei "pifferi di montagna".

Approfittare delle contraddizioni della destra è un conto, farsene dominare, rendendosi "utili idioti" di una sua parte, è un altro. È la differenza che c'è fra amichettismo e politica europeista.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

SSN, Corte dei conti: persistono forti disomogeneità territoriali e criticità gestionali

Il Sistema Sanitario Nazionale dopo la pandemia risulta ancora segnato da forti disomogeneità...
empty alt

“Divine Comedy”, film che racconta con ironia la dura vita in Iran dei registi non allineati

Divine Comedy, regia di Ali Asgari, con Bahram Ark (Bahra), Sadaf Asgari (Sadaf), Faezeh Rad...
empty alt

Intelligenza Artificiale, un ampio dossier sulla rivista "Prisma"

Il numero di gennaio 2026 della prestigiosa rivista Prisma dedica un ampio dossier...
empty alt

Sempre più dipendenti dal Made in China, 2025 da record per l’export del Dragone

A quanto pare, la guerra commerciale fa bene alla Cina, visto che ha chiuso il 2025 con un surplus...
empty alt

Database documenta oltre 4mila presunti abusi dei diritti umani o ambientali ascrivibili a multinazionali

Il 98% delle grandi imprese multinazionali europee monitorate ha commesso almeno un presunto abuso dei...
empty alt

I fiumi molto spesso smettono di scorrere

I fiumi non sono semplici linee blu disegnate su una mappa, ma sistemi vivi che si muovono e...
Back To Top