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Mercoledì, 22 Apr 2026

Sabato scorso in "in onda" su La7 è stato mandato un sondaggio, a cura di Lorenzo Pregliasco dell'Istituto You trend, da cui risultava che in cima al pensiero degli italiani vi erano due cose: l'aumento esponenziale e vertiginoso delle bollette di gas e luce (64,9%) e la falcidia di salari e pensioni da parte dell'inflazione galoppante (54,9%).

L'intervista al compagno Roberto Bertuzzi - fece parte della scorta di Berlinguer - che ne è seguita ha dato ben conto della drammaticità della questione. Bertuzzi percepisce poco più di mille euro di pensione mensili, docce fredde, un lavatrice fredda a settimana, la spesa alimentare raddoppiata. Una persona ridotta in queste condizioni di sopravvivenza che ebbe e svolse un compito importante rappresenta da sola - ma ce ne sono tante milioni di altre - una vergogna indicibile per gli improbabili eredi post comunisti del Pci.

La risposta del governatore dell'Emilia Romagna, nonché esponente nazionale dem Bonaccini, è stata stonata e propagandistica non perché ha illustrato quello che stanno facendo di positivo in Emilia sulle energie rinnovabili - l'Emilia non è l'Italia, Bonaccini lo dimentica spesso - ma perché è parsa un modo furbastro di eludere il problema che è generale e che chiede una risposta concreta generale, qui ed ora.

L'intervista a Bertuzzi chiedeva una risposta a un problema concretissimo che sta affannando gli italiani, soprattutto quelli che vivono di salari e pensioni bassi. Basterebbe andare a fare la spesa per rendersi conto di che cosa dice la gente e qual è lo spirito pubblico che aleggia intorno alle bollette di gas e luce e intorno all'inflazione che manda i prezzi alle stelle falcidiando salari, stipendi e pensioni.

Bollette di gas e luce e salari dovrebbero essere l'anello da afferrare per far muovere tutta la catena dei programmi fondati sulla lotta alle disuguaglianze, sull'ambiente e i cambiamenti climatici che sono la terza preoccupazione degli italiani (45,2%). Su questo la destra mostra qualche difficoltà.

Le proposte devono essere secche: prezzo amministrato per il gas, la differenza a carico dello stato in attesa, e preparando, tempi migliori (completamento della diversificazione delle forniture rispetto a quella russa e tetto europeo al prezzo del gas, cessazione della guerra in Ucraina). Per finanziare l'intervento immediato, tassazione al 100% degli extra profitti speculativi fatti in questi mesi dalle Aziende che operano nel settore come richiesto dalla Cgil di Landini. Gettito 40 miliardi.

L'impegno delle sparse forze di sinistra e progressiste deve essere riportare le bollette a prima della galoppata che le ha fatte triplicare per famiglie e imprese. Magari mettendo un limite al recupero solo per i redditi più alti e milionari.

Poi c'è la questione dei salari. Assunzione delle proposte dei sindacati: recupero del 100% dell'inflazione reale nel quadro più ampio degli interventi sul problema lavoro (contratti pirata e legge sulla rappresentanza sindacale, precariato, salario minimo, cuneo fiscale).

Sarebbe opportuno che le forze del fu campo progressista, oggi diviso e frantumato, convergessero almeno su queste proposte.

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7

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