Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 06 Mar 2026

Non sono un appassionato di sci, ma di montagna sì. Sugli sci, moltissimi anni fa, ho fatto per qualche inverno un po’ di fondo.

Non conosco la campionessa Sofia Goggia perché non seguo le competizioni in quello sport. Posso solo rallegrarmi dei successi degli italiani e delle italiane, quando arrivano.

Ma mi sono fatto un’idea non sportiva della campionessa, leggendo una sua intervista a La Stampa di Torino. Domanda l’intervistatrice Daniela Cotto: “Cosa pensa della decisione del governo di fermare la montagna?”. Risposta: “Un danno enorme per lo sci e per il settore. Un gran peccato. In pista siamo distanziati e protetti e sugli impianti abbiamo la possibilità di gestirci in modo intelligente. Penso a Bergamo, la mia città. Abbiamo sofferto e pagato prezzi altissimi ma ormai abbiamo capito come muoverci. Tutti noi giriamo con la mascherina e stiamo a distanza. E poi, scusate, quest'estate non ho visto le spiagge chiuse...”.

Ora, molti di quelli che non si rendono conto della situazione - o fingono per varie ragioni, quasi sempre di natura economica, di non capire - accampano ragioni attorno alla sicurezza delle loro attività prese a sé stanti. Commercianti, ristoratori, gestori di palestre, piscine ecc. ecc..

Nessuno prende in considerazione gli effetti, per così dire, circolatori (di persone) di quelle attività. E così la Goggia, e tanti come lei, insistono sul fatto che sulle piste “siamo distanziati e protetti”. Il che è inoppugnabile. Ma che “sugli impianti – aggiunge la campionessa – abbiamo la possibilità di gestirci in modo intelligente” appare non solo improbabile ma del tutto non vero. Bastava guardare le foto degli assembramenti attorno agli impianti di risalita alla prima neve caduta.

A parte questo, che non è poco, quando poi dice che “quest'estate non ho visto le spiagge chiuse…”, allora cadono le braccia.

E’ difficile discutere pacatamente, far capire che è proprio per l’estate sbarazzina che oggi ci ritroviamo con la seconda ondata e quasi mille morti al giorno.

Di fronte a una mente in discesa libera conviene scivolare via di lato e chiamare l’ambulanza. Da neve, ovviamente.

Aldo Pirone
Coautore del libro "Roma '43-44. L'alba della Resistenza"
www.facebook.com/aldo.pirone.7

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top