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Mercoledì, 22 Apr 2026

Quando ormai anche i più fiduciosi avevano iniziato a perdere le speranze, sono finalmente usciti i risultati preliminari dell'indagine di sieroprevalenza da Covid-19, effettuata in collaborazione tra Istat e Ministero della salute, che dovrebbe rivelare il numero di italiani che hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus.

Un apposito decreto legge, il numero 30 del 10 maggio 2020, aveva assegnato i compiti per l'esecuzione dello studio statistico-epidemiologico che doveva coinvolgere un campione di 150 mila individui, suddivisi per luogo di residenza, età, sesso e condizione professionale, per un costo complessivo di circa 4,5 milioni di euro, di cui 1,5 milioni per l'acquisto, a 10 euro cadauno, dei kit per l'effettuazione del test.

Il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, aveva bruciato le tappe e con una procedura competitiva semplificata bandita il 17 aprile, aveva già aggiudicato a tempo di record la fornitura fin dal 25 aprile alla società Abbott, che ha prevalso su un'altra concorrente (essendo state scartate le restanti 70 offerte pervenute).

Nonostante gli appelli e la massiccia campagna di comunicazione in molti hanno deciso di non sottoporsi al prelievo del sangue (la partecipazione non era obbligatoria) e alla fine il campione si è ridotto a soli 64.660 individui, il 43% di quelli inizialmente previsti.

Ma l'Istat non si è persa d'animo e, utilizzando sofisticate tecniche di post-stratificazione, sarebbe riuscito a correggere i 'fattori distorsivi di caduta' e fornire stime attendibili sul numero di persone che hanno sviluppato gli anticorpi.

In sintesi, sarebbero circa 1,5 milioni gli italiani risultati positivi al test (il 2,5% della popolazione complessiva), a fronte di 245 mila contagi ufficialmente diagnosticati e comunicati dalla Protezione civile in quanto positivi al tampone.

Il report, sebbene preliminare, omette di precisare alcune informazioni che avrebbero meglio delineato il contesto.

Non è stato reso noto, infatti, il numero di persone facenti parte del campione statistico, che in precedenza erano state sottoposte a tampone e risultate positive. La sovrapposizione tra i due insiemi è però fondamentale: il 27,3% delle persone che hanno sviluppato anticorpi è asintomatica; sottraendo questo numero dal totale, resta più di un milione di persone che presentava sintomi, gran parte dei quali, quindi, non sarebbe stata sottoposta al tampone.

Inoltre, come si è appreso dalle cronache di questi mesi, il contagio si è particolarmente sviluppato nelle residenze per anziani, ma non è chiaro se e come la metodologia statistica abbia tenuto in debita considerazione questo rilevante fattore.

In definitiva, tra la più che prevedibile caduta di risposte e tutto ciò che non viene detto, sembra venire meno l'efficacia dell'indagine sierologica che, invece, doveva fornire risposte più precise sulla diffusione del coronavirus.

Nel frattempo, si spera di avere notizie sull'utilizzo degli oltre 85 mila test che sono avanzati. Costati 850 mila euro!

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