Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 24 Apr 2026

Ora che l’Istat ha diffuso le tavole di mortalità per il 2016, che indicano nel triennio un aumento di cinque mesi della speranza di vita residua di un sessantacinquenne, tutti vorrebbero modificare la norma che, a decorrere dal primo gennaio 2019, fa scattare automaticamente a 67 anni l’età per accedere alla pensione di vecchiaia.

I sindacati e i presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato Damiano (PD) e Sacconi (Forza Italia) continuano a chiedere da tempo almeno un congelamento fino al 2021 dell’attuale soglia di 66 anni e 7 mesi, ma il Governo finora è rimasto sordo alla richiesta, avendo stimato il costo del mancato adeguamento in 5 miliardi di euro nel biennio.

Vista l’impopolarità del provvedimento e l’avvicinarsi della scadenza elettorale, ora anche il segretario del Pd Matteo Renzi sembra disponibile a riaprire il discorso (a Porta a Porta ha detto che è necessario intervenire per scongiurare lo scatto), ma i tempi per modificare la norma sono stretti, visto che entro la fine di quest’anno dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto direttoriale con il quale si prende atto dei nuovi limiti.

Il caso ha voluto che l’anno preso in considerazione per il calcolo, il 2016, sia un po’ particolare, in quanto cade a cavallo di due stagioni in cui si è registrato un eccesso di mortalità.

Ma proprio il boom di decessi del 2015, che ha causato l’uscita prematura di anziani in condizioni precarie di salute, potrebbe aver provocato un effetto ‘rimbalzo’ sulla speranza di vita del 2016, aumentata più di quanto sarebbe accaduto in condizioni normali.

Il record di 75 mila morti registrato a gennaio 2017, 20 mila in più del 2016 (+36%) e 10 mila in più del 2015 (+15%), a meno di un recupero nel resto dell’anno, potrebbe abbassare nuovamente la speranza di vita dei sessantacinquenni, ma ai fini dell’adeguamento dell’età pensionistica non avrà alcun effetto, perché nel frattempo il provvedimento di innalzamento a 67 anni è stato già adottato.

Buon senso vorrebbe che, pur nel rispetto della sostenibilità di lungo periodo del sistema previdenziale, si rimettesse mano alla normativa, individuando indicatori della vita residua più specifici, che garantiscano una maggiore equità nelle diverse situazioni.

Dal primo gennaio 2019, sarà sempre più residuale il numero di lavoratori che vanno in pensione con il trattamento retributivo pieno (coloro che avevano 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995) e con il progressivo adeguamento al contributivo, in linea di principio ha poco senso, in termini attuariali, fissare un’età obbligatoria per la pensione, laddove sarebbe meglio lasciare libertà di scelta se restare a lavorare o godersi la pensione, per coloro che, a prescindere dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva, hanno accumulato un montante tale da garantirgli una rendita in grado di soddisfare il minimo vitale.

Un’apertura, questa, che favorirebbe il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, offrendo una chance a tanti giovani - e meno giovani – oggi disoccupati o sottopagati. Se la politica, una volta tanto, non ragionasse solo in termini di ritorno elettorale delle proprie decisioni, avrebbe l’occasione di dare il via - insieme alle parti sociali - a una seria riflessione su come dovrà articolarsi il sistema previdenziale negli anni a venire.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

Nella Giornata Mondiale della Terra, celebriamo il silenzio assordante sulla crisi climatica

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, divenuta un “rito” che non ha nulla a...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
Back To Top