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Domenica, 26 Apr 2026

La giornata del 9 ottobre scorso è cominciata così, con la Germania che posta l’ennesimo rialzo della sua produzione, che ad agosto cresce del 2,6%: della serie, pure d’estate questi lavorano.

Con la produzione tedesca ai massimi dal 2011, mi si abbatte l’orgoglio nazionale, visto che da noi al massimo si parla di banche e Npl (le famose sofferenze bancarie che ormai sono diventate anche le nostre). Ma poi, per fortuna, arriva l’Istat che ci regala la sua perla quotidiana di ottimismo e fiducia, andando a pescare fra le pieghe della contabilità pubblica, sempre quello che non ti aspetti. E questa stavolta supera se stessa: oggi ha trovato gli agriturismi.

 

Ed ecco il genio italico. Il tedesco si stressa in fabbrica e aumenta clamorosamente la produzione? Noi apriamo bed&breakfast nella casa di paese della nonna (buonanima) e facciamo pagare il conto ai tedeschi, che si stressano in fabbrica. Tanto dove vuoi che vadano quando finiscono di lavorare?

I tedeschi aumentano la produzione del 2,6%. Noi aumentiamo gli agriturismi dell’1,9%, mica bruscolini. Qui da noi operano la bellezza di oltre 22 mila agriturismi, ospitati in 4.866 comuni, 39 in più rispetto al 2015. Vuol dire che il virus agrituristico si espande come una peste benigna. E, d’altronde, è facile in un territorio come il nostro. Dove vuoi che non sia bello farsi un week end lungo. Trovi da mangiare ovunque una qualche squisitezza. Siamo un paese di santi, poeti e ... agrituristi, altroché. Ah, c’avessimo pensato prima, invece di inzaccherarci le coste col petrolchimico.

Ma vabbè, l’importante è che ci abbiamo pensato adesso. E siccome il genio italico è sempre all’opera, anche quando meno te l’aspetti, ecco che già da un pezzo abbiamo iniziato una sottile opera di spopolamento, sotto forma di emigrazione della meglio gioventù, per l’occasione addestrata a magnificare le nostre strutture ricettive, che perciò si farà carico, ogni anno, di portare nei patrii agriturismi gli amici conosciuti all’estero. Al tempo stesso, abbiamo formato una generazione di sottoccupati, abituati a vivere coi lavori estivi e nel resto del tempo tornare a casa da mamma e papà. E, infine, abbiamo persino iniziato a studiare le lingue, ché coi turisti servono.

E, infatti, le presenze aumentano: +6,6% di turisti, nel 2016. Parliamo di 12,6 milioni di persone. E, circostanza rimarchevole, gli agriturismi (ma chi l’avrebbe mai detto) funzionano meglio al Sud che al Nord. Degli 852 che hanno chiuso i battenti nel 2016, quasi la metà stanno al Nord. Quando c’è l’agriturismo di mezzo, la questione meridionale cambia verso. Almeno quando c’è la bella stagione.

Per quella brutta, ci stiamo attrezzando.

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giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

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