Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 05 Mar 2026

Rispetto agli anni passati, i toni con i quali il Governo ha accompagnato il Def 2016 sono stati abbastanza dimessi.

Le difficoltà sono evidenti, a giudicare dal peggioramento delle previsioni per il 2016 rispetto ai numeri forniti con la nota di aggiornamento dello scorso settembre. In questi mesi la situazione economica interna e internazionale si è deteriorata, arrestando una ripresa già di per sé fragile.

Le tanto decantate riforme avviate dal governo Renzi non sembrano avere la forza sufficiente per imprimere una svolta all'economia italiana. La crescita per l'anno in corso è ora prevista all'1,2%, ma l'obiettivo potrebbe essere ben difficile da conseguire se, come si teme, il Pil del primo trimestre dovesse far segnare un modesto +0,1%.

Non sono, quindi, da escludere - nei mesi a venire - ulteriori revisioni al ribasso e il World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale ha già tagliato le stime 2016 per l'Italia all'1%, in linea con quelle diffuse a febbraio dall'Ocse.

Le previsioni per gli anni 2017-2019 sono, poi, affette da un elevato grado di aleatorietà e si basano, comunque, su ipotesi attualmente molto favorevoli, che non è detto perdurino: prezzo del petrolio ai minimi, cambio euro/dollaro che avvantaggia le esportazioni, tassi di interesse sui titoli di Stato prossimi allo zero.

Lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio, pur validando il quadro macroeconomico del Governo, lo considera un po' troppo ottimistico, in quanto si colloca al limite superiore nell'intervallo di stime di riferimento prodotte da istituti di previsione indipendenti (Cer, Prometeia, Ref ricerche).

Appare preoccupante il mancato rispetto del Patto di Stabilità, che potrebbe esporre l'Italia, già nei prossimi mesi, all'apertura di una procedura per deficit eccessivi.

Il pareggio di bilancio in termini strutturali, che doveva essere conseguito a partire dal 2015, non sarà raggiunto neanche nel 2019 (-0,2%). E se le precedenti previsioni contenevano quanto meno rassicurazioni sul rispetto della regola del debito in un'ottica 'forward looking', il Def 2016 dice chiaramente che il rapporto debito/Pil sarà superiore di alcuni decimali al valore richiesto.

D'altronde, tra il 2014 e il 2016, il rapporto debito/Pil anzichè ridursi è rimasto praticamente stabile e il percorso di discesa, che dovrebbe intraprendere dal 2017, ha un ritmo meno accentuato di quello precedentemente previsto (nel 2019 sarebbe al 123,8%, quattro punti in più di quanto si diceva nella nota di aggiornamento al Def del 2015). 

A farne ancora una volta le spese sono i lavoratori del pubblico impiego, per i quali non sono previste, da qui al 2019, ulteriori risorse finanziarie per il rinnovo del contratto, non solo nel quadro tendenziale (a legislazione vigente), ma neanche in quello programmatico.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Anthropic, l’IA che rifiuta le armi e resiste all'ultimatum del Pentagono

Scade oggi l’ultimatum del Pentagono ad Anthropic, l’azienda di intelligenza artificiale che si...
empty alt

“Adwa. Una vittoria africana”, film per ricordare le Vittime del Colonialismo italiano

Una serata all’insegna del cinema e della memoria, nell’ambito della campagna per l’istituzione di...
empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
Back To Top