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Martedì, 03 Mar 2026

di Adriana Spera

Scontro tra baroni all’Università La Sapienza di Roma. Da una parte, Augusto Fantozzi, ordinario di Diritto Tributario, già parlamentare e ministro della Repubblica,  e, dall’altra, Luigi Frati, ordinario di Patologia generale, già preside della Facoltà di Medicina, e dal 3 ottobre 2008 Magnifico Rettore.

Materia del contendere, l’incarico di Rettore dell’Università Telematica "Giustino Fortunato" di Benevento, che Fantozzi assunse nel 2009 – all’epoca ancora in cattedra alla Sapienza – dopo aver ottenuto il nulla osta da parte del Consiglio della Facoltà di Giurisprudenza, alla quale faceva capo.

A distanza di qualche mese,  esattamente il 29 gennaio del 2010, con nota a firma del rettore, Luigi Frati, l'Università degli Studi La Sapienza chiedeva al professor Fantozzi chiarimenti sulla sua posizione di componente del cda dell'Università telematica "Giustino Fortunato" di Benevento, opinando che "tale situazione rivesta gli estremi dell'incompatibilità assoluta con lo status di docente presso questa Università" e invitando lo stesso Fantozzi "a cessare con effetto immediato dalla situazione di incompatibilità ... ".

La nota si chiudeva con la precisazione che solo "in assenza di formale comunicazione nel senso richiesto" sarebbe stato disposto il collocamento d'ufficio in aspettativa del ricorrente e sarebbero stati "altresì valutati gli eventuali provvedimenti del caso ex T.U. 31.8.1933 n. 1952 e successive modifiche e integrazioni".

Con successiva nota del Rettore, l'Università insisteva per la sussistenza dell'incompatibilità e precisava che "le motivazioni addotte … non rilevano ai fini della incompatibilità dell'incarico de quo che non può venir meno per effetto dell'autorizzazione rilasciata dal Consiglio di Facoltà".

Il professor Fantozzi comunicava di aver provveduto ad autosospendersi dal consiglio di amministrazione dell'Università telematica "Giustino Fortunato".

Con un’altra nota del Rettore, il 24 maggio 2010, l'Università degli Studi La Sapienza chiedeva di "conoscere con precisione la data di assunzione dell'incarico di Rettore … ed avere inequivocabile conferma circa la definitiva cessazione da ogni situazione di incompatibilità".

Il professor. Fantozzi riscontrava tale richiesta con lettera indirizzata al Rettore, in data 4 giugno 2010, con la quale precisava di essere stato nominato Rettore della predetta Università in data 3 dicembre 2009, con decorrenza l dicembre.

L'Università degli Studi La Sapienza, nonostante le giustificazioni addotte dall’illustre accademico, irrogava al medesimo la sanzione della censura, con la motivazione che "l'incompatibilità della carica de qua con lo status di docente universitario presso questo Ateneo non può venire meno per effetto dell'autorizzazione rilasciata in data 25.2.2009 dal Consiglio della Facoltà di appartenenza".

Questa la ricostruzione dei fatti riportata nella sentenza n. 7672 del 26 luglio 2013 del Tar del Lazio, al quale si era rivolto, a novembre del 2010, il professor Fantozzi per chiedere l’annullamento del provvedimento di censura inflittagli dal Magnifico Rettore.

Ebbene, il Tribunale amministrativo, nel dare ragione al professor Fantozzi, ha sottolineato che “risulta evidente che la deliberazione con la quale il Consiglio di Facoltà aveva autorizzato, con nulla osta, l’assunzione dell’incarico, elimina ogni antigiuridicità alla condotta contestata, escludendo in radice il presupposto dell’illiceità della condotta” e che “difetta anche l’elemento soggettivo della colpa o del dolo - essendo la condotta del ricorrente supportata dalla buona fede, ingenerata dalla rilasciata autorizzazione”.

La vicenda giudiziaria, conclusasi – per ora in primo grado – con la secca sconfitta del potente Rettore Luigi Frati, ha visto protagonista anche il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che, il 7 febbraio del 2011, sotto la gestione di Maria Stella Gelmini, si era costituito in giudizio per chiedere il rigetto del ricorso proposto da Fantozzi.

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