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Giovedì, 23 Apr 2026

Il bilancio finanziario ed economico-patrimoniale, così come previsto dal piano dei conti integrato, si compone di numerose tavole tra le quali non è semplice districarsi.

La normativa prevederebbe la pubblicazione sul sito internet istituzionale del Comune di un bilancio semplificato per i cittadini, per far comprendere la natura delle entrate e delle uscite e i servizi resi, in un’ottica di accountability che dovrebbe caratterizzare l’operato degli enti locali, ma che in realtà trova riscontro solo in rare situazioni.

Per formulare un giudizio sulla capacità amministrativa dei Comuni sono stati analizzati i rendiconti dei 32 comuni italiani di maggiori dimensioni (comprendono circa un quinto del totale della popolazione) per gli anni dal 2016 al 2018.

Gli obiettivi del progetto sono:
- aggregare i dati del bilancio finanziario ed economico-patrimoniale per offrire un quadro di sintesi di un importante settore della finanza locale;
- valorizzare il contenuto informativo del Piano degli indicatori, anche in un'ottica di confronto sintetizzata mediante una graduatoria  della capacità amministrativa  dei Comuni;
- rendere facilmente accessibili e scaricabili da un unico portale i dati di bilancio e una relazione ad uso del cittadino, che contiene anche alcuni dati di contesto (secondo uno schema standard di tabelle e grafici).

L'analisi del rendiconto di gestione dei principali comuni italiani, è giunto alla sua terza edizione. 

Sintesi dei principali risultati
Anche nel 2018, è proseguito il percorso di risanamento delle finanze: il disavanzo complessivo dei Comuni è stato di 3,12 miliardi di euro (-12,9% rispetto al 2017), di cui 1,6 miliardi solo a Napoli; i debiti da finanziamento sono 16,2 miliardi (-3,6%). In crescita del 7% il patrimonio netto.

Su ogni residente dei maggiori Comuni italiani (neonati inclusi) grava mediamente un debito di 1.723 euro nei confronti dell’amministrazione locale.

L’indebitamento pro-capite è massimo a Torino (3.876 euro), Milano (3.029 euro), Salerno (2.746 euro), Napoli (2.645 euro), Reggio Calabria (2.555 euro), Roma (2.093 euro) e Genova (1.926 euro).

Il ritardo medio nel pagamento delle fatture commerciali è di 37 giorni (dopo la loro scadenza), ma a Napoli i fornitori devono attendere 321 giorni, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214.

La percentuale di riscossione delle entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa (Titolo 1) è pari al 63% del valore accertato, invariata rispetto al 2017.

La capacità di pagamento degli impegni di spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia (Missione 12) è il 69%, con Napoli ferma al 28%.

Ogni dipendente comunale costa mediamente 363 euro per cittadino, ma a Trieste diventano 524.

Gli investimenti complessivi pro capite sono stati di 171 euro (21 in più dello scorso anno) anche se a Trieste hanno raggiunto i 486 euro, mentre a Latina sono solo 16 euro.

L’indicatore sintetico della capacità di amministrazione vede al primo posto la conferma di  Ravenna (+9,7), seguita da Parma (+8,4) e Modena (+7,2), tutte e tre dell'Emilia Romagna. Cagliari (+6,2) è la prima città del mezzogiorno. 

La peggiore città, ma fuori classifica in quanto non è stato ancora approvato e pubblicato il rendiconto 2018, non può che essere Catania, che si trova in condizioni di dissesto finanziario.

Tra quelle monitorate, agli ultimi posti Napoli (-19), Reggio Calabria (-18,1) e Salerno (-14). Torino (-11,6 punti) è l’unica città del nord con punteggio fortemente negativo. Arretra nel punteggio e non guadagna posizioni Roma (-8,6 punti).

Rapporto completo 2018
Indicatore sintetico 2018 e schede per città
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