Il 24 marzo 2026, all’età di 79 anni, è scomparsa Birutė Galdikas, antropologa, ambientalista e tra le più grandi esperte al mondo di oranghi.
Alla fine degli anni Cinquanta, su iniziativa del paleoantropologo Louis Leakey, si trasferì nel Borneo per studiare questi primati nel loro habitat naturale.
Leakey aveva infatti promosso un progetto rivoluzionario: affidare l’osservazione dei grandi primati a tre scienziate straordinarie (le cosiddette Trimates ) - Jane Goodall in Tanzania per gli scimpanzé, Dian Fossey tra Congo e Ruanda per i gorilla e Birutė Galdikas nel Borneo per gli oranghi.
Galdikas ha dedicato oltre quarant’anni alla ricerca sul campo, contribuendo in modo decisivo alla conoscenza del comportamento degli oranghi, animali notoriamente schivi e difficili da osservare. Le sue scoperte hanno aperto nuove prospettive sul loro mondo sociale e sulle loro abitudini.
Fondatrice della Orangutan Foundation, ha lavorato instancabilmente per salvare e riabilitare esemplari orfani, vittime della deforestazione e del commercio illegale.
La sua voce è stata per decenni una delle più forti nella denuncia della distruzione delle foreste tropicali.
Donna di straordinaria determinazione, ha portato avanti la sua missione fino alla fine, impegnandosi senza sosta per la tutela di una specie oggi gravemente minacciata.
Ha denunciato a più riprese il rischio di estinzione degli oranghi del Borneo, minacciati dalla deforestazione e dallo sfruttamento minerario, aggravati dall’espansione delle coltivazioni industriali di palma da olio e dalla produzione di cellulosa.
Un dramma ben documentato nel film Born to be Wild (1968).
Con la sua scomparsa perdiamo non solo una grande scienziata, ma anche una coscienza lucida e coraggiosa nella difesa del nostro pianeta.
Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
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