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Mercoledì, 08 Lug 2026

La circolare Inps n. 169 del 15 novembre prova a tamponare il caos che si è venuto a creare tra i dipendenti pubblici, annullando la circolare n. 94 del 31 maggio scorso sulla prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche e finora non versati dagli Enti.

Sono passati 5 anni da quando l’Inpdap è confluito nell’Inps, portando con sé il fardello del proprio deficit di svariati miliardi di euro e ancora non si è fatta chiarezza su eventuali evasioni contributive da parte di amministrazioni pubbliche.

Molti lavoratori si sono giustamente preoccupati nel leggere che c’era tempo fino al 31 dicembre 2017 per sanare il passato e che, successivamente a tale data, non sarebbe stato più possibile per le amministrazioni versare i contributi mancanti.

Con la nuova circolare, che annulla la precedente, l’Inps ha spostato di un anno i termini della prescrizione e lascia intendere che, in caso di periodi di contribuzione scoperti, sarà lo stesso ente previdenziale a rifarsi coattivamente nei confronti dell’amministrazione inadempiente (sempre che, a distanza di anni, esista ancora).

A complicare la faccenda sono i periodi di buco contributivo presenti nell’Estratto conto che ogni lavoratore può visionare accedendo con il Pin dispositivo al sito dell’Inps e consultando la ‘Posizione assicurativa’ nel ‘Fascicolo previdenziale del cittadino’, anche se l’Inps avvisa che l’Estratto conto informativo non ha valore certificativo.

In attesa di ulteriori sviluppi, i lavoratori possono inoltrare per via telematica, direttamente dal sito internet dell'Inps, una richiesta di variazione della posizione assicurativa (Rvpa), indicando i periodi che nell’estratto conto risultano scoperti o la cui contribuzione è inferiore a quella spettante.

Ad ogni buon fine, è utile aggiungere tra le note che la comunicazione ha valore di interruzione dei termini di prescrizione.

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