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Giovedì, 19 Mar 2026

Sono quattro le specie di avvoltoio viventi in Italia considerate a rischio estinzione: capovaccai, avvoltoi monaci, grifoni e gipeti, che soffrono della riduzione dell’habitat naturale e della scarsità di prede.

Ma per due di queste specie (grifoni e gipeti) una buona notizia è arrivata dal Parco Natura Viva di Bussolengo alla vigilia della Giornata Internazionale degli Avvoltoi: gli sforzi di reintroduzione e conservazione stanno dando dei risultati.

“In Italia le coppie nidificanti di grifone stanno aumentando”, spiega Fulvio Genero, coordinatore scientifico del progetto “Osservati Speciali”, che dal Friuli-Venezia-Giulia monitora da più di un ventennio l’unico punto di alimentazione dell’arco alpino italiano.

“Le ultime osservazioni indicano la presenza nel nostro Paese di circa 250 coppie nidificanti di questa specie, con una tendenza positiva in Sicilia, Sardegna e Abruzzo. Un trend che possiamo confermare anche dai dati che provengono proprio dal Lago di Cornino (UD), dove il 2020 è stato un anno particolarmente positivo: la zona di nidificazione intorno al carnaio si è allargata fino a raggiungere l’alta montagna e sulle pareti rocciose delle Alpi Carniche sono stati 44 i giovani involati in questa stagione, contro i 33 di quella scorsa. Stesso vale per il numero di coppie: dieci in più dell’anno scorso e un po’ meno inclini a scendere per rifocillarsi delle carcasse che offriamo loro, segno evidente che sono in grado di trovare cibo in maniera più autonoma”.

Fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi che abitano, tutte e quattro le specie di avvoltoio permettono agli ambienti naturali di mantenersi salubri, rimuovendo gli animali morti che potrebbero diffondere malattie e infezioni.

“Anche per il gipeto arrivano ottime notizie”, aggiunge Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, che, solo negli ultimi 14 mesi, ha reintrodotto in natura due esemplari in partnership con la Vulture Conservation Foundation.

“Nel 2019, sono state 15 le coppie censite sulle Alpi Italiane a fronte delle 63 totali, in una stagione che ha segnato il record di coppie e di giovani a conferma di un trend che vede la popolazione alpina in crescita esponenziale”.

L’auspicio è che a breve giungano notizie incoraggianti anche per il capovaccaio, grande migratore verso il continente africano, e per l’avvoltoio monaco che, allo stato, non nidifica più in Italia.

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