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Martedì, 21 Apr 2026

centrale ceranoIl 14 settembre 2015, si è tenuto a Brindisi un convegno dal titolo “Ambiente e salute, attualità e prospettive di ricerca e di intervento nel territorio di Brindisi”.

Il convegno, organizzato da diverse autorità regionali dei settori sanità e ambiente, si proponeva di approfondire la relazione tra la presenza di inquinanti in aria, acqua e suolo e lo stato di salute della popolazione e dei lavoratori delle numerose industrie presenti nel territorio brindisino. Un territorio riconosciuto da leggi dello Stato come “area ad elevato rischio di crisi ambientale”, sito di “interesse nazionale per le bonifiche” e sotto la lente di ingrandimento in diversi studi ambientali ed epidemiologici.

Attorno al tavolo si sono ritrovati oltre ai tecnici delle autorità regionali anche una rappresentante del Ministero della Salute e diversi ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Tra gli interventi programmati vi sono stati quello dell’epidemiologo Francesco Forastiere, tra gli autori della perizia epidemiologica sui danni causati dall'Ilva di Taranto, che ha presentato uno studio in corso a Brindisi.

Successivamente sono intervenuti i rappresentanti dell'Enel che hanno messo in evidenza gli investimenti fatti dall’azienda dal 2001 in poi a salvaguardia dell’ambiente.

Infine, ha svolto la sua relazione Maurizio Portaluri, oncologo e direttore della rivista elettronica SalutePubblica.net, che ha posto l’attenzione sui conflitti di interesse nel mondo scientifico.

Il Cnr è intervenuto con i ricercatori degli Istituti di fisiologia clinica (Ifc) di Pisa e Lecce e di scienze dell'atmosfera e il clima (Isac) di Bologna e Lecce.

Fabrizio Bianchi (Ifc di Pisa) ha illustrato i risultati di un progetto di ricerca focalizzato sui rischi per la salute dei nascituri di madri residenti in siti di interesse nazionale per le bonifiche, tra cui Brindisi, oggetto di approfondimento nel suo intervento.

Daniele Contini (Isac di Lecce) ha focalizzato la presentazione su nuove metodiche di misura e di interpretazione dei dati, implementate per valutare l'impatto sulla qualità dell'aria delle emissioni di centrali elettriche a carbone.

Cristina Mangia e Marco Cervino (Isac) assieme ad Emilio Gianicolo (Ifc) hanno invece presentato uno studio sulla valutazione dell'impatto sulla salute del particolato primario e secondario, che si origina dalle emissioni al camino della centrale a carbone Enel di Cerano, a pochi chilometri da Brindisi.

Oltre alla sintesi dello studio, pubblicato a luglio su una rivista specializzata, l'intervento al convegno di Brindisi ha ripreso e discusso alcuni elementi comparsi nel dibattito seguito alla pubblicazione dell’articolo. Infatti, la valutazione del numero di morti attribuibili alla centrale aveva destato l'interesse dell'opinione pubblica e della stampa nazionale.

In un clima estivo reso ancora più torrido dalla reazione scomposta dell'azienda che aveva liquidato come “fuorvianti” i dati forniti nell'articolo e priva di “validità scientifica” l’analisi, i tre ricercatori erano stati invitati in audizione presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Il 22 luglio scorso, nel corso della predetta audizione, tenutasi nell'ambito della “Indagine conoscitiva sugli effetti dell'inquinamento ambientale sull'incidenza dei tumori, delle malformazioni feto-neonatali ed epigenetica”, i ricercatori del Cnr avevano illustrato i risultati dello studio confrontandosi con il direttore di ARPA Puglia e con un esperto docente universitario.

Il convegno del 14 settembre, annunciato dagli organizzatori sin da luglio come occasione per ascoltare la pluralità delle voci che si erano espresse sull’importante tema, assai sentito dalle comunità locali, per la qualità degli interventi ha decisamente mantenuto le aspettative, suscitando l’interesse degli organi di informazione, che ne hanno dato il giusto risalto.

Peccato, però, che la rassegna stampa dell’ente presieduto da Luigi Nicolais non abbia contribuito a diffondere i resoconti dell’evento, nel corso del quale si è molto dibattuto sullo studio redatto da alcuni suoi ricercatori, o, meglio, si sia limitato a pubblicare solo uno degli articoli apparsi nell’edizione del 15 settembre della Gazzetta del Mezzogiorno, vale a dire quello che riportava la posizione dell’Enel che, peraltro non faceva alcun riferimento esplicito allo stesso Cnr.

E’ auspicabile che, per il futuro, l’ente di piazzale Aldo Moro presti maggiore attenzione nella selezione delle notizie diffuse dagli organi di informazione, aventi a tema l’attività scientifica svolta dai propri ricercatori.

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